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Cala il sipario sulla tradizione di Sas animas

LULA. Dopo 18 giorni, fra lavoro e preghiera, è calato il sipario sulla ricorrenza di “Sas animas” l’annuale appuntamento in onore del “caro estinto”. Con la messa celebrata nel nuovo cimitero da...

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LULA. Dopo 18 giorni, fra lavoro e preghiera, è calato il sipario sulla ricorrenza di “Sas animas” l’annuale appuntamento in onore del “caro estinto”. Con la messa celebrata nel nuovo cimitero da don Totoni Cosseddu, da qualche giorno titolare della parrocchia di Santa Maria Assunta e l’invito, nella sede del comitato, del caffè col biscotto e “su cocconeddu”, il ritorno alla vita di ogni giorno. Durante questi giorni intensi non sono mancati gli intervalli con la recita delle preghiere e del rosario. Oltre i componenti del comitato “sa tripide, ma a battoro pedatzos”, composto da Lina Sanna, Maria Ladu “de Valera”, Tatana Porcu, Matteo Albino Goddi, unico componente maschio, hanno collaborato Sas partes e molte volontarie. «Siamo soddisfatte, tutti hanno teso una mano, hanno collaborato molti giovani e le “partes” quest’anno sono state oltre 20. Si è lavorato in armonia» hanno sostenuto, a chiusura di questo appuntamento unico in Sardegna le componenti del comitato. La prima settimana, dal 21 al 20 ottobre, le donne sono state impegnate a preparare e cucinare “sos maccarrones de irritu” (oltre 7 quintali di farina), distribuiti ancora fumanti in ogni famiglia del paese. Dal 28 la distribuzione di “su coccone”. Ha fatto seguito la polizia dei due cimiteri in attesa del 2 novembre mentre andava avanti il novenario. Così l’evento si è chiuso, nel segno dell’appartenenza e del ricordo di chi non c’è più. (b.a.)

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