Cualbu (Coldiretti) «Non firmiamo solo sulla fiducia»
Come si prospetta la situazione della campagne sarde a novembre inoltrato? Sicuramente difficile e ancora non si vede uno spiraglio di ripresa. La pioggia è arrivata, ma per porre rimedio ai gravi...
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Come si prospetta la situazione della campagne sarde a novembre inoltrato? Sicuramente difficile e ancora non si vede uno spiraglio di ripresa. La pioggia è arrivata, ma per porre rimedio ai gravi danni della siccità è ancora troppo poca. «È tragica – commenta Leonardo Salis, pastore e presidente della cooperativa di Dorgali che conta 180 soci tutti locali e trasforma 5 milioni di litri di latte –. La situazione è messa male già di suo ed è aggravata dal dilagare della lingua blu. Pecore che abortiscono o che muoiono durante il parto. E ancora non si sa come andranno effettivamente le nascite. Per questo motivo non è dato sapere come sarà questa nuova campagna agricola a livello di produzioni. La cosa sicura è che, come negli altri anni, non si sa cosa ne definirà il prezzo. Si sente sempre di più l'assenza di un tavolo al quale partecipino produttori e trasformatori e il comparto soffre inevitabilmente».
«Si stanno firmando i contratti per il latte ma nessuno ne parla. C’è un silenzio tombale. Ci stiamo ritrovando ancora una volta con le contrattazioni al buio, senza conoscere i dati – è il commento di Battista Cualbu (nella foto), presidente di Coldiretti Sardegna –. Da una parte i trasformatori ci dicono che il prezzo lo fa il mercato ma dall’altra la contrattazione è unilaterale. E ci dicono di firmare sulla fiducia. I pastori sono costretti a dare carta bianca ai trasformatori perché non hanno elementi per contrattare. Eppure il prezzo del Pecorino romano cresce di settimana in settimana e adesso sfiora i 7 euro al kg. Un aumento di circa il 60% che se addizionato al prezzo del latte della precedente annata, quando è stato pagato a circa 60 centesimi, consentirebbe al latte di raggiungere una remunerazione oltre 90 centesimi. Occorre tenere conto che le quantità di latte quest’anno saranno inferiori rispetto al 2016 per via della siccità e della remunerazione bassa che non hanno consentito ai pastori di preparare adeguatamente le pecore alla nuova annata». (m.c.)
«Si stanno firmando i contratti per il latte ma nessuno ne parla. C’è un silenzio tombale. Ci stiamo ritrovando ancora una volta con le contrattazioni al buio, senza conoscere i dati – è il commento di Battista Cualbu (nella foto), presidente di Coldiretti Sardegna –. Da una parte i trasformatori ci dicono che il prezzo lo fa il mercato ma dall’altra la contrattazione è unilaterale. E ci dicono di firmare sulla fiducia. I pastori sono costretti a dare carta bianca ai trasformatori perché non hanno elementi per contrattare. Eppure il prezzo del Pecorino romano cresce di settimana in settimana e adesso sfiora i 7 euro al kg. Un aumento di circa il 60% che se addizionato al prezzo del latte della precedente annata, quando è stato pagato a circa 60 centesimi, consentirebbe al latte di raggiungere una remunerazione oltre 90 centesimi. Occorre tenere conto che le quantità di latte quest’anno saranno inferiori rispetto al 2016 per via della siccità e della remunerazione bassa che non hanno consentito ai pastori di preparare adeguatamente le pecore alla nuova annata». (m.c.)
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