Processo per truffa con due condanne e un’assoluzione
Erano finiti a processo con l’accusa di associazione a delinquere e riciclaggio di auto perché, secondo l’accusa rivendevano a prezzi contenuti, rispetto al modello appena uscito dalla concessionaria,...
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Erano finiti a processo con l’accusa di associazione a delinquere e riciclaggio di auto perché, secondo l’accusa rivendevano a prezzi contenuti, rispetto al modello appena uscito dalla concessionaria, con documenti apparentemente in regola, auto come nuove. Ieri mattina dopo anni di udienze si è giunti a sentenza: di assoluzione per Giovanni Santo Monne, difeso dall’avvocato Francesco Pala e di condanna a quattro anni, anche se non per tutti i capi di imputazione, per i baroniesi Raimondo Casula e
Francesco Casula, padre e figlio, difesi dagli avvocati Michele Ponsano e Marco Salis. I fatti contestati risalgono agli anni che vanno dal 2007 al 2009 ed erano stati scoperti grazie a un’indagine della polizia che aveva trovato, nel corso di alcune perquisizioni, diversi numeri di telaio modificati, documenti falsi presentati alla Motorizzazione, e altre irregolarità. Da lì, gli investigatori avevano ricostruito un traffico di
auto rubate che dal Piemonte prendeva la strada della Sardegna, e della Baronia in particolare. Secondo l’accusa, chi aveva l’incarico di portare le auto rubate in Sardegna era il piemontese Claudio Caramellino che, in sede di giudizio abbreviato era stato prosciolto.
Francesco Casula, padre e figlio, difesi dagli avvocati Michele Ponsano e Marco Salis. I fatti contestati risalgono agli anni che vanno dal 2007 al 2009 ed erano stati scoperti grazie a un’indagine della polizia che aveva trovato, nel corso di alcune perquisizioni, diversi numeri di telaio modificati, documenti falsi presentati alla Motorizzazione, e altre irregolarità. Da lì, gli investigatori avevano ricostruito un traffico di
auto rubate che dal Piemonte prendeva la strada della Sardegna, e della Baronia in particolare. Secondo l’accusa, chi aveva l’incarico di portare le auto rubate in Sardegna era il piemontese Claudio Caramellino che, in sede di giudizio abbreviato era stato prosciolto.
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