Ecografo in tilt, saltano quattrocento visite
di Stefania Vatieri
Nuoro, liste d’attesa raddoppiate in pochissimi giorni. Bloccato il preventivo per riparare lo strumento
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NUORO. Non bastavano le liste d’attesa lunghe anche tre mesi. A mandare in tilt l’ospedale nuorese e scatenare la rabbia di un esercito di oltre quattrocento malati barbaricini è un guasto al macchinario per le ecografie che da mesi aspetta di essere riparato. L’apparecchiatura, infatti, risulta rotta da settembre e nonostante le numerose segnalazioni del personale sanitario, il prezioso macchinario ancora oggi è inutilizzabile. A pagarne il prezzo più alto, come sempre sono i pazienti, in questo caso centinaia, che dopo aver aspettato anche quattro mesi il giorno fissato per poter fare l’esame, a ridosso della fatidica data hanno ricevuto la spiacevole chiamata nella quale veniva comunicato l’annullamento della visita e il conseguente rinvio dell’appuntamento di altri due mesi.
L’amara sorpresa l’hanno avuta non solo i malati già in lista d’attesa da tempo, ma anche tutte le persone che al momento della prenotazione dell’esame ecografico, tra questi pazienti oncologici, i neonati che devono fare l’ecografia delle anche entro i tre mesi, ma soprattutto i pazienti con patologie endocrinologiche, hanno scoperto che i tempi d’attesa erano pressoché raddoppiati, con date che sfioravano persino i sei mesi di attesa.
A denti stretti nel reparto di radiologia dell’ospedale nuorese si cerca di sopperire all’emergenza con un solo macchinario funzionante che lavora a ritmi infernali dalle otto del mattino fino alla sera. Dove tra continue urgenze deve sopperire alle centinaia di richieste d’esame che arrivano da ogni angolo del San Francesco.
«Ero in lista di attesa da oltre tre mesi e quando l’esame sembrava ormai alle porte mi hanno chiamato rinviandomi di altri due mesi l’appuntamento perché l’ecografo si è rotto – racconta uno dei pazienti in attesa di fare l’esame –. Ho da tempo dolori fortissimi all’addome e ogni giorno vivo nella speranza di non avere nulla di grave – spiega con angoscia –, perché se così fosse tutta questa attesa potrebbe essermi anche fatale».
Nonostante la segnalazione del guasto dell’importante apparecchiatura medica da parte del personale sanitario sia stata immediata, il preventivo della ditta per la riparazione dei due pezzi lesionati sembrerebbe fermo da mesi nell’ufficio acquisti dell’Assl nuorese. Nel frattempo nel reparto di radiologia si continua a lavorare a ritmi incessanti per ottimizzare i tempi, con due ecografisti che si alternano con un solo macchinario per garantire gli esami ecografici ad almeno una trentina di pazienti esterni al giorno.
«L’anno scorso è successa la stessa cosa con un altro ecografo e la direzione sanitaria dopo infinite segnalazioni ci ha costretto a utilizzare un’apparecchiatura ormai dismessa da tempo perché troppo vecchia – racconta un dipendente del reparto –. La situazione è critica perché lavoriamo a ritmi disumani e in condizione di forte stress – aggiunge –, è impensabile infatti far passare due mesi per riparare una macchina che serve a trenta pazienti ogni giorno».
E aggiunge: «L’esame ecografico è particolarmente importante per avere una diagnosi precisa di una patologia o di un disturbo ed è proprio per questa ragione che il macchinario ricopre una fondamentale importanza in ogni ospedale».
L’amara sorpresa l’hanno avuta non solo i malati già in lista d’attesa da tempo, ma anche tutte le persone che al momento della prenotazione dell’esame ecografico, tra questi pazienti oncologici, i neonati che devono fare l’ecografia delle anche entro i tre mesi, ma soprattutto i pazienti con patologie endocrinologiche, hanno scoperto che i tempi d’attesa erano pressoché raddoppiati, con date che sfioravano persino i sei mesi di attesa.
A denti stretti nel reparto di radiologia dell’ospedale nuorese si cerca di sopperire all’emergenza con un solo macchinario funzionante che lavora a ritmi infernali dalle otto del mattino fino alla sera. Dove tra continue urgenze deve sopperire alle centinaia di richieste d’esame che arrivano da ogni angolo del San Francesco.
«Ero in lista di attesa da oltre tre mesi e quando l’esame sembrava ormai alle porte mi hanno chiamato rinviandomi di altri due mesi l’appuntamento perché l’ecografo si è rotto – racconta uno dei pazienti in attesa di fare l’esame –. Ho da tempo dolori fortissimi all’addome e ogni giorno vivo nella speranza di non avere nulla di grave – spiega con angoscia –, perché se così fosse tutta questa attesa potrebbe essermi anche fatale».
Nonostante la segnalazione del guasto dell’importante apparecchiatura medica da parte del personale sanitario sia stata immediata, il preventivo della ditta per la riparazione dei due pezzi lesionati sembrerebbe fermo da mesi nell’ufficio acquisti dell’Assl nuorese. Nel frattempo nel reparto di radiologia si continua a lavorare a ritmi incessanti per ottimizzare i tempi, con due ecografisti che si alternano con un solo macchinario per garantire gli esami ecografici ad almeno una trentina di pazienti esterni al giorno.
«L’anno scorso è successa la stessa cosa con un altro ecografo e la direzione sanitaria dopo infinite segnalazioni ci ha costretto a utilizzare un’apparecchiatura ormai dismessa da tempo perché troppo vecchia – racconta un dipendente del reparto –. La situazione è critica perché lavoriamo a ritmi disumani e in condizione di forte stress – aggiunge –, è impensabile infatti far passare due mesi per riparare una macchina che serve a trenta pazienti ogni giorno».
E aggiunge: «L’esame ecografico è particolarmente importante per avere una diagnosi precisa di una patologia o di un disturbo ed è proprio per questa ragione che il macchinario ricopre una fondamentale importanza in ogni ospedale».
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