Ospedale in emergenza, sciopero generale in vista
di Francesco Pirisi
Sindacati sul piede di guerra per il mancato arrivo di rinforzi al personale «Troppe carenze e disagi nei vari reparti del San Francesco e dello Zonchello»
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NUORO. La sanità nuorese si avvia verso lo sciopero generale per denunciare le carenze di personale negli ospedali e nel territorio dell’Assl, l’Area socio sanitaria locale. La decisione ultima sarà presa il 27 novembre, durante un sit-in che porterà sindacati e operatori dalla sede nuorese dell’azienda sanitaria alla prefettura. Proprio sulla base delle risultanze della riunione con il prefetto Carolina Bellantoni ci si pronuncerà sullo sciopero successivo, che porterebbe al blocco di molte delle attività di assistenza nell’ex Asl.
La scaletta dell’agitazione è stata comunicata ieri durante una conferenza stampa, alla quale sono intervenuti i segretari della funzione pubblica Sandro Fronteddu (Cgil), Giorgio Mustaro (Cisl) e Aurelia Orecchioni (Uil). Con loro Anna Rita Ginesu (presidente delle Rsu aziendali), Agnese Mazzette (Nursing) e Mauro Pintore, rappresentante del sindacato degli infermieri, Nursind. Una vertenza in continuità con quella avviata a cavallo con l’inizio dell’anno e un oggetto rimasto uguale nei mesi: le carenze di infermieri e Oss (operatori socio-sanitari) e di conseguenza una qualità della sanità non in linea con le necessità dei cittadini e lenta nelle sue azioni. A marzo la questione era stata al centro del confronto a Sassari con Fulvio Moirano, il direttore generale dell’Ats, l’Azienda per la tutela della salute.
I termini su cui si dibatté in quei giorni: «Il direttore chiese un po’ di tempo per verificare la situazione complessiva degli organici, anche perché c’era in atto un monitoraggio per l’intera regione. Tra le soluzioni quella di redistribuire il personale in maniera più razionale, tra aree e presidi con maggiori dotazioni e quelli deficitari, come l’ex Asl di Nuoro. In aggiunta a detta operazione, le nuove assunzioni». Gli interventi dell’Ats ci sono stati, ma i sindacati li considerano dei palliattivi: «Sono stati assunti pochi infermieri, che non hanno mutato la condizione di disagio, presente in modo particolare nei reparti del San Francesco di Nuoro, un ospedale non dimentichiamolo destinato anche alle emergenze», hanno spiegato i rappresentanti sindacali. L’elenco dei vuoti è stato aggiornato e rilanciato. Reparto per reparto.
I casi limite: il pronto soccorso, descritto in perenne sofferenza. Medicina: 13 infermieri e 9 Oss in una corsia con 27 posti letto, con il compito di seguire anche le consulenze nel pronto soccorso. Ortopedia: 30 posti letto tra i quali si alternano 11 infermieri e 8 Oss, che non lavorano però a tempo pieno. Ostetricia: manca la guardia attiva, sostituita da un’infermiera reperibile. L’allarme dei segretari confederali e dei sindacati degli infermieri cresce nel momento in cui parlano dell’assistenza per i malati terminali, una parte seguiti all’hospice dello Zonchello, un’altra a domicilio. Ma c’è un fatto nuovo: «Nel territorio l’assistenza è stata bloccata proprio per la carenza di personale. Nell’hospice ci sono appena 5 infermieri e uno solo per il turno della notte», spiega Anna Rita Ginesu, alla quale fanno eco i colleghi: «Con la chiusura dell’assistenza domiciliare gestita dall’hospice la sanità nuorese ha toccata il fondo».
Su questi e altri punti il 27 si tenterà di rinnovare il tavolo delle trattative, su cui si chiederà la garanzia della prefettura. La Cgil con Fronteddu: «Altrimenti scatterà lo sciopero, con interruzione dei servizi nei tre ospedali dell’Assl e nei poliambulatori dei 4 distretti. Agitazione già prevista nella primavera scorsa e sospesa all’interno del raffreddamento della vertenza, per via dell’assicurazione della presa in carico dei problemi da parte dell’Ats».
L’assunzione di infermieri e Oss è l’elemento centrale della piattaforma, con priorità per chi già è in servizio, ma a tempo determinato e con contratto in scadenza a dicembre.
La riorganizzazione negli organici non viene scartata neppure dai sindacati. Mustaro: «Purché si faccia, può risolvere una parte del problema. Certo è necessario ci sia un impegno dell’intera dirigenza della sanità sarda e locale. Oggi infatti il direttore Moirano finisce per essere il parafulmine delle manchevolezze di molti responsabili dei quadri intermedi».
La scaletta dell’agitazione è stata comunicata ieri durante una conferenza stampa, alla quale sono intervenuti i segretari della funzione pubblica Sandro Fronteddu (Cgil), Giorgio Mustaro (Cisl) e Aurelia Orecchioni (Uil). Con loro Anna Rita Ginesu (presidente delle Rsu aziendali), Agnese Mazzette (Nursing) e Mauro Pintore, rappresentante del sindacato degli infermieri, Nursind. Una vertenza in continuità con quella avviata a cavallo con l’inizio dell’anno e un oggetto rimasto uguale nei mesi: le carenze di infermieri e Oss (operatori socio-sanitari) e di conseguenza una qualità della sanità non in linea con le necessità dei cittadini e lenta nelle sue azioni. A marzo la questione era stata al centro del confronto a Sassari con Fulvio Moirano, il direttore generale dell’Ats, l’Azienda per la tutela della salute.
I termini su cui si dibatté in quei giorni: «Il direttore chiese un po’ di tempo per verificare la situazione complessiva degli organici, anche perché c’era in atto un monitoraggio per l’intera regione. Tra le soluzioni quella di redistribuire il personale in maniera più razionale, tra aree e presidi con maggiori dotazioni e quelli deficitari, come l’ex Asl di Nuoro. In aggiunta a detta operazione, le nuove assunzioni». Gli interventi dell’Ats ci sono stati, ma i sindacati li considerano dei palliattivi: «Sono stati assunti pochi infermieri, che non hanno mutato la condizione di disagio, presente in modo particolare nei reparti del San Francesco di Nuoro, un ospedale non dimentichiamolo destinato anche alle emergenze», hanno spiegato i rappresentanti sindacali. L’elenco dei vuoti è stato aggiornato e rilanciato. Reparto per reparto.
I casi limite: il pronto soccorso, descritto in perenne sofferenza. Medicina: 13 infermieri e 9 Oss in una corsia con 27 posti letto, con il compito di seguire anche le consulenze nel pronto soccorso. Ortopedia: 30 posti letto tra i quali si alternano 11 infermieri e 8 Oss, che non lavorano però a tempo pieno. Ostetricia: manca la guardia attiva, sostituita da un’infermiera reperibile. L’allarme dei segretari confederali e dei sindacati degli infermieri cresce nel momento in cui parlano dell’assistenza per i malati terminali, una parte seguiti all’hospice dello Zonchello, un’altra a domicilio. Ma c’è un fatto nuovo: «Nel territorio l’assistenza è stata bloccata proprio per la carenza di personale. Nell’hospice ci sono appena 5 infermieri e uno solo per il turno della notte», spiega Anna Rita Ginesu, alla quale fanno eco i colleghi: «Con la chiusura dell’assistenza domiciliare gestita dall’hospice la sanità nuorese ha toccata il fondo».
Su questi e altri punti il 27 si tenterà di rinnovare il tavolo delle trattative, su cui si chiederà la garanzia della prefettura. La Cgil con Fronteddu: «Altrimenti scatterà lo sciopero, con interruzione dei servizi nei tre ospedali dell’Assl e nei poliambulatori dei 4 distretti. Agitazione già prevista nella primavera scorsa e sospesa all’interno del raffreddamento della vertenza, per via dell’assicurazione della presa in carico dei problemi da parte dell’Ats».
L’assunzione di infermieri e Oss è l’elemento centrale della piattaforma, con priorità per chi già è in servizio, ma a tempo determinato e con contratto in scadenza a dicembre.
La riorganizzazione negli organici non viene scartata neppure dai sindacati. Mustaro: «Purché si faccia, può risolvere una parte del problema. Certo è necessario ci sia un impegno dell’intera dirigenza della sanità sarda e locale. Oggi infatti il direttore Moirano finisce per essere il parafulmine delle manchevolezze di molti responsabili dei quadri intermedi».
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