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Nuoro

Sì alla videosorveglianza nel tribunale di Lanusei

di Giusy Ferreli
Sì alla videosorveglianza nel tribunale di Lanusei

Il Ministero dà il via libera alla gara d’appalto su videocamere e metal detector Il sindaco Burchi: «Ci auguriamo che i lavori vengano eseguiti al più presto»

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LANUSEI. Via libera del Ministero di grazia e giustizia all’espletamento della gara per la messa in sicurezza del Tribunale di Lanusei. Il 26 ottobre scorso, il dipartimento che si occupa dei servizi giudiziari ha comunicato il nulla osta alla Procura generale di Cagliari.

Questo dopo aver stabilito di non rivolgersi alla Consip ma di procedere direttamente alla gara d’appalto. La notizia è stata accolta positivamente dal sindaco di Lanusei Davide Burchi, avvocato del Foro ogliastrino che quelle aule di giustizia le frequenta quotidianamente per lavoro. E che a metà ottobre aveva accompagnato i componenti della commissione tecnica impegnati nel sopralluogo nel palazzo di via Marconi assieme al presidente del tribunale Paola Murru, al procuratore Biagio Mazzeo e al presidente del Consiglio dell’ordine degli avvocati Gianni Carrus. «E’ la buona notizia che aspettavamo da tempo – commenta il primo cittadino –, con questi lavori si metterà finalmente a norma il palazzo di giustizia», Il prossimo, importante passo riguarda l’abbattimento delle barriere architettoniche. Intervento necessario per consentire ai disabili, attualmente bloccati all’ingresso da una serie insormontabile di gradini l’accesso all’edificio. Barriere architettoniche e ascensori che di quando in quando si bloccano, rappresentano le altre criticità strutturali assieme alla mancanza della videosorveglianza. Il progetto è rimasto fermo negli uffici della Procura generale di Cagliari per 7 anni nonostante gli impianti di videosorveglianza e i metal detector siano indispensabili per garantire gli standard di sicurezza richiesti per lo svolgimento dei processi più impegnativi.

«Ci auguriamo che i lavori vengano eseguiti quanto prima anche perché è importante che i processi tornino nella loro sede naturale» prosegue Burchi che fa riferimento ad una recente quanto infuocata polemica. Proprio a causa della mancanza dei requisti di sicurezza un importante procedimento penale, quello a carico della presunta banda degli assalti ai portavalori, è stato trasferito nel tribunale del capoluogo isolano. A nulla è servita la battaglia del Consiglio dell’ordine degli avvocati capeggiato dal presidente Carrus. Alla stessa maniera gli appelli dell’amministrazione comunale della cittadina, che si era detta pronta a garantire una serie di interventi pur di evitare il trasferimento, sono caduti nel vuoto.

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