l’ex assessore comunale al bilancio
«Tassa iniqua, noi l’avevamo detto»
Tore Daga interviene dopo la retromarcia del ministero sulla Tari
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NUORO. La Tari, la tassa per i rifiuti, in alcuni comuni italiani è stata fatta pagare anche sino al doppio del dovuto. Notizia di questi giorni, sulla quale s’inserisce con una nota Tore Daga, assessore comunale del Bilancio sino al 2015, nella giunta del sindaco Alessandro Bianchi. Perché, dice, «l’ammissione da parte del ministero dell’Economia e finanze (Mef) dell’errore nell’applicazione della legge fatto da diversi municipi in qualche modo dà ragione e riconosce il lavoro faticoso e puntuale sulla materia dei rifiuti fatto dalla nostra giunta». Nei municipi dove si è incorsi nell’errore, la quota della Tari determinata, oltre che dalla superficie della casa, da una quota variabile definita sulla base del numero degli inquilini, è stata moltiplicata tante volte anche per il numero delle pertinenze – dalle cantine, ai box, ai garage – come se l’immondizia crescesse anche sulla base della presenza di locali di appoggio. Mentre la moltiplicazione si sarebbe dovuta limitare all’abitazione. La spiegazione di Daga: «La quota variabile, legata al numero degli abitanti della casa e moltiplicata tante volte quante sono le pertinenze, non fu mai applicata dalla nostra giunta, la quale escluse tutti quegli immobili, di categoria C6, fino a 30 metri quadri. A essere sinceri, questa fattispecie non fu l’unica a essere oggetto di attenzione. Furono contemplate anche numerose agevolazioni e riduzioni a favore dei cittadini più bisognosi, proprio per rendere meno gravoso il tributo». Il chiarimento dell’ex amministratore va rileggere le vicende di una questione centrale nei cinque anni vissuti al governo del comune. Anni di cambiamenti nella legislazione sullo smaltimento dei rifiuti e sui costi, ormai a totale carico degli utenti, dopo le stagioni del contributo pubblico. Le bollette diventano più gravose. Gli errori nei conti fanno il resto, con una serie di contestazioni e rettifiche da parte degli uffici. Daga è convinto che dalla contrapposizione e dal lavoro dell’assessorato di quei giorni oggi si godano comunque i risultati. Con una premessa: «Che la tassa sui rifiuti, ovvero la Tari, fosse una norma iniqua e ambigua, la giunta Bianchi lo affermò da subito. Proprio per questo corse ai ripari, soprattutto su quella quota variabile». (f.p.)
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