La Nuova Sardegna

Nuoro

la città in comune 

Una mozione per la zona franca

di Francesco Pirisi

Fadda e Manca: «Istituirla è più semplice di quanto si pensi»

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NUORO. Il territorio del Comune di Nuoro deve diventare una delle zone franche della Regione. L’istituzione dello strumento di agevolazione fiscale è contenuto in una mozione depositata la settimana passata in municipio dal gruppo consiliare di maggioranza “La Città in Comune”. La firma è dei due componenti della formazione politica, Francesco Fadda e Paolo Manca, che nelle elezioni del giugno 2015 hanno fatto parte della coalizione civica affermatasi sul centrosinistra, con l’investitura nella carica di sindaco dell’avvocato nuorese Andrea Soddu. Proprio al primo cittadino e alla sua giunta i rappresentanti della “Città in Comune” chiedono di deliberare sull’oggetto, per avviare il processo di istituzione nel centro urbano e nel territorio (a iniziare dall’area commerciale di Pratosardo) del particolare regime fiscale. I due consiglieri anticipano anche le voci dove il peso del fisco sarà meno grave: «Si potrà pagare di meno sia l’Iva per i beni e servizi, sia l’Irfef, l’imposta diretta che interessa i redditi delle persone fisiche. Gli altri vantaggi, ricompresi nella riduzione delle tasse, saranno costituiti dal diritto al taglio da parte dello Stato degli importi sulle accise (la parte del prezzo di mercato costituita dalle tasse governative) su alcuni beni, a iniziare dai prodotti petroliferi».

Per Fadda e Manca l’operazione è più semplice di quello che potrebbe sembrare. Questo per via della specialità dello statuto della Regione, dov’è prevista la possibilità di avere un regime fiscale di vantaggio, con il filtro legislativo del governo. Da quest’ultimo passaggio partono le loro considerazioni, che accompagnano la mozione: «C’è il precedente del 1998, col decreto legislativo 75, che ha istituito in Sardegna zone franche a Cagliari, Olbia, Oristano, Porto Torres, Portovesme e Arbatax. A rafforzare l’efficacia del provvedimento governativo le previsioni dei regolamenti comunitari, il 2913 del '92 e il 2454 del '93, che stabiliscono l’attivazione automatica delle agevolazioni dal momento in cui vi è il riconoscimento della condizione speciale».

Il punto di partenza è però quell’impulso di parte, in questo caso del Comune capoluogo, che dovrebbe avere un interesse pieno all’attuazione della previsione originale, quella che arriva appunto dall’immediato dopoguerra (lo statuto speciale è del 1948) a vantaggio di una regione insulare, con deficienze strutturali ed economiche tali da giustificare una legislazione specifica in diversi campi e strumenti idonei alla causa, qual è appunto la zona franca. Soluzione nella penisola già attivata da Trentino Alto Adige, Friuli Venezia Giulia e Valle D’Aosta, le altre regioni autonome. In Sardegna negli ultimi tempi hanno deliberato per la richiesta della zona franca i comuni di Quartu Sant’Elena e Domusnovas, mentre si preparano a fare altrettanto Giba, al sud, e Giave, nel Sassarese. Ora tocca a Nuoro. Questa la richiesta della “Città in Comune”: «Riteniamo sia un’iniziativa amministrativa prioritaria nel nostro territorio. A maggior ragione in un tempo segnato da una crisi dura a finire, che da noi ha causato la chiusura di molte aziende commerciali e artigiane».

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