Anziani maltrattati, tre rinvii a giudizio
di Valeria Gianoglio
La ex direttrice e un Oss saranno processati a maggio. Un altro operatore sanitario, invece, sceglie il rito abbreviato
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NUORO. Maltrattamenti, vessazioni, mezzi di contenzione del tutto ingiustificati, lesioni che in diversi casi, secondo la squadra mobile nuorese e la Procura, erano sfociate in episodi di violenza nei confronti di anziani non autosufficienti e affetti, in più di un caso, da demenza o sindrome di Alzheimer : anche per il giudice per l’udienza preliminare Tommaso Bellei, dunque, ciò che era avvenuto tra le mura della ex Residenza familia di via Aosta, merita di essere oggetto di un processo penale.
E per questo, lo stesso giudice, nella tarda mattinata di ieri ha rinviato a giudizio l’ex direttrice della struttura, Rosanna Serra, e due operatori socio-sanitari che lavoravano alla casa di riposo all’epoca dei fatti contestati, prima del maggio 2016: Ignazio Poggiu e Genci Nikaj. Poggiu, come richiesto dal suo avvocato, Monica Macciotta, ha scelto la strada del giudizio abbreviato: sarà giudicato allo stato degli atti già in possesso della Procura, dunque, in una udienza che si terrà il prossimo 16 maggio davanti al gup.
Mentre per la ex direttrice della Residenza familia di via Aosta, Rosanna Serra – che proprio in questi giorni sta affrontando un altro processo in corte d’assise per un secondo versante della stessa indagine – e per l’operatore socio-sanitario, Nikaj, il processo, a dibattimento, comincerà il prossimo 17 maggio e sarà di competenza del giudice monocratico.
Tre rinvii a giudizio, dunque, per i fatti sui quali aveva scavato a lungo la squadra mobile nuorese dopo aver ricevuto alcune segnalazioni. A tutti e tre, sia alla ex direttrice sia ai due operatori socio-sanitari, viene contestato il reato di maltrattamenti in concorso, nei confronti degli anziani ospiti della struttura di via Aosta. «Segnatamente – aveva scritto il gip nell’ordinanza con la quale aveva applicato nei loro confronti alcune misure cautelari – i maltrattamenti consistevano: (per Poggiu) in continue percosse con schiaffi, pugni e gomitate portate all’indirizzo dei pazienti, nonché in ingiustificati e brutali metodi di contenzione dei pazienti stessi al di fuori dei limiti di legge». Nel caso di Genci Nikaj, invece, secondo quanto sostenuto dal gip del tribunale di Nuoro, i maltrattamenti sarebbero consistiti «in percosse con schiaffi e pugni portate all’indirizzo dei pazienti in almeno due occasioni». Mentre nel caso della ex direttrice della residenza per anziani, Rosanna Serra, i maltrattamenti nei confronti degli ospiti della struttura sarebbero consistiti «nel deliberato astenersi, in presenza del contrario dovere incombente su di lei, dall’impedire tutte le condotte illegittime sopra descritte realizzanti la materialità del reato, pur essendo perfettamente a conoscenza delle percosse, delle lesioni, nonché degli ingiustificati mezzi di contenzione (chimici, fisici e ambientali) che ella stessa, in più occasioni, avallava e anzi raccomandava agli operatori». Per la difesa degli operatori socio-sanitari (l’avvocato Monica Macciotta, per Poggiu, e l’avvocato Annamaria Musio per Nikaj) e della ex direttrice, assistita dall’avvocato Francesco Lai, tuttavia, questi maltrattamenti all’interno della casa di riposo non sono mai avvenuti, né, per quanto riguarda la posizione di Rosanna Serra, la ex direttrice sapeva o aveva mai dato disposizioni in questo senso. Saranno due processi, da maggio in poi, a stabilire quale delle parti ha ragione.
Certo è che, come aveva ricordato il gip ricostruendo la genesi dell’inchiesta, all’origine di tutta l’indagine c’era stata una fonte confidenziale. Tra gli altri episodi che la fonte confidenziale aveva segnalato alla questura, scrive il gip, c’erano stati diversi episodi accaduti ai danni di alcuni ospiti della casa di riposo: un anziano picchiato con una stampella, un altro che aveva riportato ustioni causate dall’acqua bollente durante la doccia, un altro ancora che era finito in Ortopedia per una frattura o lussazione della spalla.
E per questo, lo stesso giudice, nella tarda mattinata di ieri ha rinviato a giudizio l’ex direttrice della struttura, Rosanna Serra, e due operatori socio-sanitari che lavoravano alla casa di riposo all’epoca dei fatti contestati, prima del maggio 2016: Ignazio Poggiu e Genci Nikaj. Poggiu, come richiesto dal suo avvocato, Monica Macciotta, ha scelto la strada del giudizio abbreviato: sarà giudicato allo stato degli atti già in possesso della Procura, dunque, in una udienza che si terrà il prossimo 16 maggio davanti al gup.
Mentre per la ex direttrice della Residenza familia di via Aosta, Rosanna Serra – che proprio in questi giorni sta affrontando un altro processo in corte d’assise per un secondo versante della stessa indagine – e per l’operatore socio-sanitario, Nikaj, il processo, a dibattimento, comincerà il prossimo 17 maggio e sarà di competenza del giudice monocratico.
Tre rinvii a giudizio, dunque, per i fatti sui quali aveva scavato a lungo la squadra mobile nuorese dopo aver ricevuto alcune segnalazioni. A tutti e tre, sia alla ex direttrice sia ai due operatori socio-sanitari, viene contestato il reato di maltrattamenti in concorso, nei confronti degli anziani ospiti della struttura di via Aosta. «Segnatamente – aveva scritto il gip nell’ordinanza con la quale aveva applicato nei loro confronti alcune misure cautelari – i maltrattamenti consistevano: (per Poggiu) in continue percosse con schiaffi, pugni e gomitate portate all’indirizzo dei pazienti, nonché in ingiustificati e brutali metodi di contenzione dei pazienti stessi al di fuori dei limiti di legge». Nel caso di Genci Nikaj, invece, secondo quanto sostenuto dal gip del tribunale di Nuoro, i maltrattamenti sarebbero consistiti «in percosse con schiaffi e pugni portate all’indirizzo dei pazienti in almeno due occasioni». Mentre nel caso della ex direttrice della residenza per anziani, Rosanna Serra, i maltrattamenti nei confronti degli ospiti della struttura sarebbero consistiti «nel deliberato astenersi, in presenza del contrario dovere incombente su di lei, dall’impedire tutte le condotte illegittime sopra descritte realizzanti la materialità del reato, pur essendo perfettamente a conoscenza delle percosse, delle lesioni, nonché degli ingiustificati mezzi di contenzione (chimici, fisici e ambientali) che ella stessa, in più occasioni, avallava e anzi raccomandava agli operatori». Per la difesa degli operatori socio-sanitari (l’avvocato Monica Macciotta, per Poggiu, e l’avvocato Annamaria Musio per Nikaj) e della ex direttrice, assistita dall’avvocato Francesco Lai, tuttavia, questi maltrattamenti all’interno della casa di riposo non sono mai avvenuti, né, per quanto riguarda la posizione di Rosanna Serra, la ex direttrice sapeva o aveva mai dato disposizioni in questo senso. Saranno due processi, da maggio in poi, a stabilire quale delle parti ha ragione.
Certo è che, come aveva ricordato il gip ricostruendo la genesi dell’inchiesta, all’origine di tutta l’indagine c’era stata una fonte confidenziale. Tra gli altri episodi che la fonte confidenziale aveva segnalato alla questura, scrive il gip, c’erano stati diversi episodi accaduti ai danni di alcuni ospiti della casa di riposo: un anziano picchiato con una stampella, un altro che aveva riportato ustioni causate dall’acqua bollente durante la doccia, un altro ancora che era finito in Ortopedia per una frattura o lussazione della spalla.
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