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centro antiviolenza 

Diritto all’infanzia, a Tortolì una mostra curata dalle donne

di Lamberto Cugudda

TORTOLÌ. “Diritto all'Infanzia", seconda edizione della rassegna dedicata alla Giornata internazionale per l'eliminazione della violenza sulle donne. Organizzata dal Centro antiviolenza “Mai più...

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TORTOLÌ. “Diritto all'Infanzia", seconda edizione della rassegna dedicata alla Giornata internazionale per l'eliminazione della violenza sulle donne. Organizzata dal Centro antiviolenza “Mai più violate”,all’ex Blocchiera Falchi, da sabato e fino al 10 dicembre, si terrà una mostra dal tema “Diritto all’infanzia”, sulla violazione dei diritti dei minori. Verranno esposti i pannelli di Stefania Spanò, in arte Anarkikka, che illustrano i temi della “Violenza assistita intrafamiliare” e il progetto “Unchildren” sugli abusi fisici ed emotivi di cui sono vittime i bambini e gli adolescenti nel mondo. Il Comune aderisce quindi anche quest’annoalla Giornata Internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne, sostenendo l’importante evento organizzato dalCentro antiviolenza “Mai più violate”, che per l’occasione organizza la mostra“Diritto all’infanzia”. Il tema quest’anno si concentra non solo sulla violenza subita dalle donne, ma trasversalmente quella assistita dai minori, vittime incolpevoli e testimoni degli abusi vissuti dalla propria madre tra le mura domestiche, e non .La mostra, che per la prima volta sbarca in Sardegna, a Tortolì, fa seguito alle tappe di Milano, Roma, sarà aperta al pubblico tutti i giorni dalle 17 alle 20.30. La mattina sarà dedicata alle scuole, che potranno contattare il 345-0724180 per concordare la visita. «Quest’anno – afferma piega Anna Lisa Lai, presidente di “Mai più violate” – abbiamo deciso di dedicare la giornata del 25 novembre ai minori riservando loro una mostra. i Il progetto dell’artista Stefania Spanò racconta, attraverso le immagini, l’abuso e il maltrattamento subiti dai bambini e gli adolescenti in ogni Paese. I pannelli illustrativi ci guidano in un percorso di consapevolezza su un fenomeno transculturale, la negazione dei diritti dei minori e le sue diverse forme di espressione». E spiega che una parte della mostra «ci aiuta a conoscere la violenza di genere da un’altra prospettiva: quella dei figli; osservare attraverso gli occhi dei bambini/e, che vivono la quotidianità di un contesto maltrattante, restituisce il loro ruolo di spettatori-vittime e ostaggi, al pari della madre, di una condizione di paura e sofferenza».

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