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Nuoro

Pd, la fuga continua Carta, Porcu e Moro sbattono la porta

di Francesco Pirisi
Pd, la fuga continua Carta, Porcu e Moro sbattono la porta

Il consigliere comunale nuorese non ha rinnovato la tessera Carta e Porcu: «Un partito sempre più lontano dalla gente»

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NUORO. Dopo il divorzio di alcuni uomini di punta in città, l’addio al Partito democratico è parola che risuona anche in Baronia. E, in particolare, a Siniscola, comune a lungo amministrato da maggioranze di centro-sinistra, con il Pd perno della coalizione. Tra chi divide i destini politici c’è Lucio Carta, già presidente del Consiglio provinciale e assessore comunale ai Lavori pubblici, finora unico rappresentante del partito di Renzi nell’assemblea civica, dopo la sconfitta alle ultime comunali. Il suo futuro è nell’Mdp-Articolo Uno di Bersani e D’Alema. I passaggi dell’allontanamento nelle sue parole: «Non ho rinnovato la tessera e ho deciso di chiudere la mia esperienza nel partito in cui ho militato sin dai giorni della sua nascita e le ragioni sono semplici: non ho condiviso la politica al livello nazionale e tantomeno in quello locale, dove il Pd è assente dalle questioni e dalle problematiche del territorio».

Lucio Carta, un passato anche da segretario provinciale della Fiom (la categoria dei metalmeccanici della Cgil), ripercorre la sua formazione politica per spiegare ancora l’ultima scelta: «Sono cresciuto nel Pci, il partito comunista, del quale ho preso la tessera nel 1972. Ancora prima, ho fatto con i compagni del territorio le lotte del ’68, con l’obiettivo di costruire una società più giusta e garantire i diritti a tutte le componenti della società. La formazione e le cose per la quali mi sono battuto, mi impediscono di continuare a fare parte di una forza politica che ha dimostrato di non avere a cuore le sorti dei lavoratori e non tutela le conquiste sociali, in molti casi ormai perdute. Tutto questo per di più in un periodo di grave crisi economica e del lavoro, nel quale le nuove generazioni non vedono alcuna prospettiva. Così che in tanti lasciano l’isola e la nazione».

Crisi di rigetto arrivata col tempo. Non tutto è stato negativo, degli otto anni vissuti nella famiglia democratica per il consigliere comunale di opposizione, a Siniscola. Gli accenti della vecchia sinistra nel suo essere e operare nella politica non sono andati a stridere neppure nel momento decisivo della nascita del Pd, con l’incontro tra la componente cattolica e quella erede del Pci: «La fusione tra i due soggetti non è stata la causa dei mali. Questo perché sia gli uni e sia gli altri erano partiti abituati al governo delle comunità, con alcuni punti in comune sulle priorità da programmare e realizzare. E, soprattutto, vicini alla gente, alle sue sofferenze quotidiane. La politica che ho conosciuto aggrediva i problemi e cercava soluzioni. Oggi il Pd è ridotto a una forza distante dai suoi elettori, con rappresentanti ancora più lontani, che dopo le votazioni scompaiono».

Gli abbandoni e il malcontento vengono messi in diretto collegamento con quell’atteggiamento. La Baronia è uno degli epicentri della crisi: «Come me altri amici non si ritrovano più. Perché ogni giorno vivono la condizione di un territorio dove è finita l’industria e il settore agricolo è in crisi. Ci dà una mano il turismo, almeno per una parte dell’anno. Il resto è il nulla assoluto, col benestare della politica che ha distrutto la sinistra con le sue idee sulla società».

Una denuncia comune a chi dal 2015 ha lasciato il partito in provincia. Tra le ultime uscite sarebbe da annoverare quella di Leonardo Moro, uno dei due consiglieri comunali ancora in forza al Pd a Nuoro, contro i 13 dell’amministrazione del sindaco Alessandro Bianchi. «Moro non ha rinnovato la tessera e credo sia fuori del partito, se non sono intervenuti fatti nuovi nell’ultimo periodo» ha spiegato la neo-presidente dell’assemblea provinciale del Partito democratico, Franca Rosa Contu. Prima di lui il distacco degli ex amministratori municipali Mario Zidda (nel 2015), Diego Bagiella (2016), Tore Sulas (2017).

L’addio di Tore Porcu è stato piuttosto combattuto interiormente e si è consumato di recente dopo un progessivo allontamento. Un passato nella sinistra Ds, del quale è stato segretario cittadino e poi tra i renziani nuoresi della prima ora, insieme a Bagiella. Nelle sue motivazioni molti punti di contatto con le tesi del siniscolese Carta: «Sono di sinistra e lo sono sempre stato. Ora, uno come me non può accettare e appartenere a un partito come il Pd, dove non c’è lo stimolo alla partecipazione, ma anzi si cerca di tenere lontana la gente». Una metamorfosi, a sentire Porcu, di fronte alla quale non pensa di abbandonare l’impegno civico, nonostante la lontananza dell’attualità: «Il nostro territorio, con le difficoltà che attraversa, ha necessità che la partecipazione dei cittadini si allarghi, perché più siamo e più la politica migliora. Per questo spero che mi ritorni la passione. Poi l’impegno può essere in un altro partito o nello stesso Pd, se ritroverà il suo scopo originario».

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