Veleni di Quirra la difesa incalza il superteste Sechi
di Giusy Ferreli
Gli avvocati degli 8 imputati sollevano una serie di dubbi La deposizione dell’ispettore di polizia è durata sei ore
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LANUSEI. La terza, lunghissima udienza del processi sui veleni di Quirra riservata all'esame dell'ispettore capo della Squadra mobile di Nuoro Roberto Sechi sembrava destinata a concludersi con il lungo elenco dei documenti acquisiti durante l'inchiesta. Invece al momento del controinterrogatorio si è improvvisamente animata. Incalzato dalle domande del collegio difensivo (in aula in difesa degli otto militari accusati di omissioni aggravate di cautele c'erano Leonardo Filippi, Francesco Caput, Andrea Chelo e Pierfrancesco Caput) Sechi ha risposto su alcune circostanze che la difesa ritiene rilevanti. In particolare ha riconosciuto che nell'elenco dei deceduti per tumore quelli di cui erano state acquisite le cartelle cliniche erano 42, gli altri erano stati inseriti per sentito dire. Un'altra circostanza ritenuta importante dalla difesa è che i brillamenti sono avvenuti solo una volta nel 2002 e una nel 2008. Un'ulteriore sottolineatura riguarda i missili Milan. «Il sistema anticarro non è mai stato lanciato durante il comando degli imputati», ha risposto il poliziotto che su mandato della Procura di Lanusei partecipò alle indagini. E ancora ha dichiarato che i missili Tow contenenti amianto erano prodotti prima del 1993 e che non era mai stata acquisita la prova che fossero stati lanciati nel periodo di comando degli otto imputati (Fabio Molteni, Alessio Cecchetti, Roberto Quattrociocchi, Valter Mauloni, Carlo Landi, Gianfranco Fois, Paolo Ricci e Fulvio Ragazzon). La difesa ha poi prodotto al giudice, Nicole Serra, la documentazione che dimostra che tutto il materiale tossico di cui aveva parlato l'ex militare Antonino Cangemi era regolarmente stoccato presso il poligono e veniva periodicamente mandato in discarica. Assieme a questa è stata prodotta documentazione secondo cui non è mai arrivato napalm nel Pisq. Sechi prima di passare per il fuoco di fila dei difensori ha risposto al pm Daniele Loi e al procuratore Biagio Mazzeo. Tra il materiale acquisito dall’ispettore all’epoca delle indagini ci sono analisi riguardanti diversi tipi di munizioni, dei radar e dei materiali di bonifica. L’audizione del teste si è conclusa, dopo oltre 6 ore, che si aggiungono alle circa 11 delle scorse udienze. Il processo riprenderà il 30 novembre.
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