La Nuova Sardegna

Nuoro

A lezione di libertà e diritti dal Nobel Abdelaziz Essid

A lezione di libertà e diritti dal Nobel Abdelaziz Essid

Macomer, aula gremita di studenti al liceo Galilei per l’incontro con l’avvocato In mattinata ha fatto visita anche al municipio. Oggi la cittadinanza onoraria 

2 MINUTI DI LETTURA





MACOMER. La libertà, i diritti, la legalità, le distorsioni del sistema internazionale, il terrorismo, i flussi migratori, il dialogo e tanto altro: è un incontro a tutto tondo quello che si è svolto ieri mattina al Liceo Galilei di Macomer alla presenza dell'avvocato Abdelaziz Essid, componente del “Quartetto per il Dialogo Tunisino” insignito del Premio Nobel per la Pace 2015 e che ha visto coinvolti i ragazzi delle scuole cittadine. Una sala gremita di ragazzi e una mattinata densa di contenuti di spessore internazionale:. Dalla Rivoluzione dei Gelsomini del 2011 in Tunisia che ha destituito il Presidente Ben Ali al complesso travaglio per una democrazia pluralista, rispettosa dei diritti ed inclusiva, dalla questione Libica al ruolo dell'Isis e della sua politica del terrore: le parole del Premio Nobel, ascoltate in religioso silenzio da una platea matura ed interessata, hanno toccato le tante questioni che interrogano il nostro mondo di oggi e dalle cui risposte dipenderà quello di domani.

E poi le risorse petrolifere, sempre al centro degli interessi di mercato degli Stati: «Qualche Stato Europeo compra il petrolio libico dalle Milizie Armate Libiche. Ne è prova inconfutabile il fatto che nelle scorse settimane sulle coste italiane sia stata sequestrata una grande nave che trasportava il greggio» - ha detto l'avvocato tunisino, chiarendo che questo tipo di affari minano la stabilità della Libia, già alle prese con una situazione politica complicata ed instabile.

E ancora la lotta della Comunità Internazionale contro il terrorismo: «C'è qualcuno – ha detto con forza Abdelaziz Essid – che ha interesse a che l'Isis viva. Se ci fosse stata la vera volontà di combatterlo, l'Isis sarebbe già battuto”. Non tace neppure sullo scandalo delle persone catturate in Libia, ridotte in stato di schiavitù e rivendute sul mercato: «È uno scandalo e la Comunità Internazionale non agisce. Non si può pensare che si tratti di una questione che non ci riguarda, perché quella situazione si rifletterà su tutti noi, tunisini, sardi o europei in genere. Bisogna risolvere il caso libico, perché è una ferita aperta nel cuore del Mediterraneo». Come risolvere queste criticità? «Non certo con la guerra – scandisce forte il premio Nobel – ci vuole il dialogo, non i bombardamenti. L'America ha una visione diversa, ma noi stiamo lavorando assiduamente per favorire il dialogo come mezzo per la risoluzione delle difficilissima situazione Libica». Spazio poi alle domande degli studenti. E ai giovani il premio Nobel tunisino ha indirizzato un messaggio pieno di speranza: «Noi – ha detto – siamo troppo vecchi e abbiamo commesso tanti errori, ma voi giovani siete il futuro, siete la speranza. Non abbiate paura, viaggiate, studiate, approfondite, impegnatevi in politica e soprattutto agite nella società civile».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google

Primo Piano
Il raid

Undici furgoni a fuoco nella notte: attentato contro un’azienda logistica del sud Sardegna – Le indagini

Le nostre iniziative