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Omicidio Ferrai e assalto a Bellavista udienza a febbraio

CAGLIARI. Due posizioni archiviate e l’udienza preliminare per l’esame delle altre otto che slitta al prossimo 2 di febbraio, il tempo perché i difensori possano ascoltare e valutare la mole di...

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CAGLIARI. Due posizioni archiviate e l’udienza preliminare per l’esame delle altre otto che slitta al prossimo 2 di febbraio, il tempo perché i difensori possano ascoltare e valutare la mole di conversazioni intercettate della Dda: è durato meno di due ore il primo appuntamento davanti al giudice Giovanni Massidda per la vicenda legata all’assalto alla Santa Barbara della base militare di Capo Bellavista ad Arbatax compiuta il 21 settembre 2004 quando due banditi, dopo aver puntato le pistole contro il caporal maggiore dell'Esercito Cristian Cabitza, si impossessarono di 13 fucili mitragliatori e altro materiale di armamento. A quella vicenda sarebbero collegati cinque omicidi avvenuti in Ogliastra negli ultimi diciassette anni, tra rapine e attentati. Chiusa l’indagine il pm Danilo Tronci aveva rivolto l’accusa su dieci persone, che ora sono diventate otto: usciti di scena Fabrizio Demontis di Escalaplano e Davide Balzano di Arzana, restano in piedi le imputazioni per i fratelli Angelo e Cesare Balzano di Arzana e per i compaesani Giangiuseppe Ferrari e Luigi Piras, Andrea Agus di Lanusei, Paolo Mulas e Armando Mameli, entrambi di Tertenia, e Salvatore Mereu, di Tortolì. Cesare Balzano e Luigi Piras sono ritenuti responsabili del duplice assassinio dei coniugi Ferrai, avrebbero compiuto gli omicidi per garantirsi l'impunità per la rapina commessa a Capo Bellavista, di cui sono ritenuti responsabili assieme ad Angelo Balzano, Salvatore Mereu e Giangiuseppe Ferrai. Cesare Balzano è anche considerato responsabile dell'omicidio di Angelo Tangianu, mentre Armando Mameli e Cesare Balzano sarebbero legati ai tentati omicidi di Luigi Lobina e di sua moglie. La Dda è certa di aver ricostruito le trame che hanno portato agli omicidi di Lino Perotti e Angelo Tangianu, oltre che di Marco Ferrai, e di una sfilza di rapine, attentati contro una società specializzata nella raccolta dei rifiuti. Contestati, a vario titolo e a ciascuno per le proprie responsabilità, anche la detenzione illegale di armi e l'associazione a delinquere finalizzata allo spaccio di sostanze stupefacenti.

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