Una mano tesa alle vittime di soprusi
di Kety Sanna
Marilena Pintore, responsabile Centro d’ascolto Uil: «La missione è aiutare queste persone e far capire che non sono sole»
4 MINUTI DI LETTURA
NUORO. Oggi, 25 novembre, è la giornata mondiale contro la violenza sulle donne e anche quest’anno le scuole della città si preparano ad affrontare l’argomento con i ragazzi. Una giornata per prevenire ma, soprattutto, denunciare ogni forma di violenza vissuta sia in ambito privato che lavorativo. L’insegnante dell’istituto comprensivo Ferdinando Podda, nonché responsabile del centro d’ascolto della Uil Nuoro-Ogliastra, Marilena Pintore, ancora una volta coinvolgerà i suoi allievi allargando momenti di confronto alle altre scuole cittadine per discutere insieme sui concetti di identità e rapporto tra uomo e donna.
Il Centro d’ascolto Una battaglia di civiltà che vede coinvolte le scuole quali sedi di formazione delle generazioni future ma, in particolare, i centri antiviolenza e di ascolto che ogni giorno affrontano dure battaglia per tutelare soggetti, vittime di ingiustizie e soprusi.
“Insieme per dare voce al tuo silenzio” è infatti lo slogan scelto dal Centro di ascolto Uil mobbing e stalking contro tutte le violenze. In Sardegna, grazie anche alla sensibilità dimostrata dalla segretaria regionale Francesca Ticca, i Centri contro tutte le violenze sono distribuiti su tutto il territorio regionale. «Sono strutture – dice Marilena Pintore – che mettono in atto azioni specifiche per prevenire, intervenire, contrastare e combattere ogni forma di violenza portata nei confronti di tutti i cittadini e tutte le cittadine, indipendentemente dalla loro condizione di lavoratore/lavoratrice, pensionato/pensionata, studente/studentessa, inoccupato/inoccupata, iscritto/iscritta o meno al sindacato, in ogni luogo di vita, di studio, di lavoro. Uno sportello contro ogni forma di abuso e sopruso, dove operano psicologi, legali, e volontari della Uil che rispondono al telefono e indirizzano agli esperti la richiesta d'aiuto. La missione dei nostri centri – aggiunge l’ insegnante e coordinatrice del Centro – è quella di supportare le persone, percepire la loro sofferenza e accompagnarle verso la giusta soluzione. Non permettere che rimangano vittime di violenza e sole. I Centri d’ascolto offrono la consulenza di psicologi, medici e legali convenzionati, anche al fine del riconoscimento dell’eventuale patologia a livello professionale. L’equipe studia il percorso per tutelare la dignità, la salute e i diritti. Attraverso una sorta di “diario delle azioni violente” – continua la responsabile – specificando la reiterazione delle azioni, la sistematicità e le intensità delle stesse insieme al lavoratore, si effettua una diagnosi differenziale per distinguere le situazioni concrete e reali di violenza (stalking, mobbing, molestie) da quelle di “usuale” disagio lavorativo».
I dati Istat Secondo gli ultimi dati Istat oltre un milione e mezzo di italiane tra i 18 ed i 65 anni hanno subito nell’arco della loro vita lavorativa ricatti sessuali. Di queste il 32% ha subito molestie e il restante 68 % è stata oggetto di proposte sessuali. Cifre che però sono solo la punta dell’iceberg.
La responsabile provinciale dei Centri spiega: «Quantificare il fenomeno è difficile. Per quel che mi riguarda – aggiunge – interessa il 15% dei casi che arrivano al nostro sportello Uil. I settori più colpiti sono il commercio, il turismo ed il pubblico impiego, la fascia di età più sensibile è quella che va dai 31 ai 50 anni. Ma ad essere a rischio, non sono solo le donne che restano comunque la maggioranza, contro lo 0,5% delle vittime maschili, ma anche gay, lesbiche e trans; queste rappresentano il 5% delle richiesta di aiuto».
Gli accordi All’inizio del 2016 la Cgil, Cisl, Uil e Confindustria hanno ufficialmente siglato un intesa che recepisce l’accordo quadro del dialogo sociale europeo sulle molestie e la violenza nei luoghi di lavoro del 2007. Inoltre il 26 ottobre 2017 il Parlamento europeo ha approvato la risoluzione sulla lotta alle molestie e gli abusi sessuali nell’Ue e chiesto che le parti sociali promuovano attività di sensibilizzazione sulle molestie sessuali e sostengano ed incoraggino le donne a denunciare immediatamente.
«Nel 2016 anche il Centro mobbing e stalking Nuoro- Ogliastra – aggiunge Pintore – ha sottoscritto un accordo con la Confidustria Nuoro. Nelle nostre realtà le richieste arrivano da donne, uomini e transessuali che subiscono violenze domestiche, mobbing sul luogo di lavoro. Viene studiata una strategia, la soluzione non è uguale per tutte, si costruisce un intervento per ogni singolo caso. A volte si opta per il trasferimento in altra sede (come nel caso della transessuale V. che con la mediazione sindacale è riuscita ad ottenere un nuovo posto di lavoro). Questo è un esempio di buone prassi per i lavoratori “Lgbtqi”, perché spesso si sentono molto sole quando subiscono le vessazioni a causa del loro genere e del loro sesso. Noi – continua la responsabile provinciale del centro d’ascolto Uil – come Centri di ascolto offriamo un orecchio attento ai loro disagi e la tutela contrattuale e legale. Con noi non si sentono più soli nel loro dolore e, come in questo caso, smuoviamo anche le montagne [in questo caso è stato letteralmente] per risolvere i loro casi. Denunciare non è facile – conclude – le tutele sono ridotte, la paura principale è quella di perdere il posto di lavoro. Il Jobs Act eliminando ogni vincolo ai licenziamenti, incoraggia i datori di lavoro ad usare ogni mezzo per liberarsi di manodopera scomoda, per esempio, scegliendo di “risolvere” rapporti di lavoro più costosi per favorire l’ingresso di persone con contratti più precari».
Il Centro d’ascolto Una battaglia di civiltà che vede coinvolte le scuole quali sedi di formazione delle generazioni future ma, in particolare, i centri antiviolenza e di ascolto che ogni giorno affrontano dure battaglia per tutelare soggetti, vittime di ingiustizie e soprusi.
“Insieme per dare voce al tuo silenzio” è infatti lo slogan scelto dal Centro di ascolto Uil mobbing e stalking contro tutte le violenze. In Sardegna, grazie anche alla sensibilità dimostrata dalla segretaria regionale Francesca Ticca, i Centri contro tutte le violenze sono distribuiti su tutto il territorio regionale. «Sono strutture – dice Marilena Pintore – che mettono in atto azioni specifiche per prevenire, intervenire, contrastare e combattere ogni forma di violenza portata nei confronti di tutti i cittadini e tutte le cittadine, indipendentemente dalla loro condizione di lavoratore/lavoratrice, pensionato/pensionata, studente/studentessa, inoccupato/inoccupata, iscritto/iscritta o meno al sindacato, in ogni luogo di vita, di studio, di lavoro. Uno sportello contro ogni forma di abuso e sopruso, dove operano psicologi, legali, e volontari della Uil che rispondono al telefono e indirizzano agli esperti la richiesta d'aiuto. La missione dei nostri centri – aggiunge l’ insegnante e coordinatrice del Centro – è quella di supportare le persone, percepire la loro sofferenza e accompagnarle verso la giusta soluzione. Non permettere che rimangano vittime di violenza e sole. I Centri d’ascolto offrono la consulenza di psicologi, medici e legali convenzionati, anche al fine del riconoscimento dell’eventuale patologia a livello professionale. L’equipe studia il percorso per tutelare la dignità, la salute e i diritti. Attraverso una sorta di “diario delle azioni violente” – continua la responsabile – specificando la reiterazione delle azioni, la sistematicità e le intensità delle stesse insieme al lavoratore, si effettua una diagnosi differenziale per distinguere le situazioni concrete e reali di violenza (stalking, mobbing, molestie) da quelle di “usuale” disagio lavorativo».
I dati Istat Secondo gli ultimi dati Istat oltre un milione e mezzo di italiane tra i 18 ed i 65 anni hanno subito nell’arco della loro vita lavorativa ricatti sessuali. Di queste il 32% ha subito molestie e il restante 68 % è stata oggetto di proposte sessuali. Cifre che però sono solo la punta dell’iceberg.
La responsabile provinciale dei Centri spiega: «Quantificare il fenomeno è difficile. Per quel che mi riguarda – aggiunge – interessa il 15% dei casi che arrivano al nostro sportello Uil. I settori più colpiti sono il commercio, il turismo ed il pubblico impiego, la fascia di età più sensibile è quella che va dai 31 ai 50 anni. Ma ad essere a rischio, non sono solo le donne che restano comunque la maggioranza, contro lo 0,5% delle vittime maschili, ma anche gay, lesbiche e trans; queste rappresentano il 5% delle richiesta di aiuto».
Gli accordi All’inizio del 2016 la Cgil, Cisl, Uil e Confindustria hanno ufficialmente siglato un intesa che recepisce l’accordo quadro del dialogo sociale europeo sulle molestie e la violenza nei luoghi di lavoro del 2007. Inoltre il 26 ottobre 2017 il Parlamento europeo ha approvato la risoluzione sulla lotta alle molestie e gli abusi sessuali nell’Ue e chiesto che le parti sociali promuovano attività di sensibilizzazione sulle molestie sessuali e sostengano ed incoraggino le donne a denunciare immediatamente.
«Nel 2016 anche il Centro mobbing e stalking Nuoro- Ogliastra – aggiunge Pintore – ha sottoscritto un accordo con la Confidustria Nuoro. Nelle nostre realtà le richieste arrivano da donne, uomini e transessuali che subiscono violenze domestiche, mobbing sul luogo di lavoro. Viene studiata una strategia, la soluzione non è uguale per tutte, si costruisce un intervento per ogni singolo caso. A volte si opta per il trasferimento in altra sede (come nel caso della transessuale V. che con la mediazione sindacale è riuscita ad ottenere un nuovo posto di lavoro). Questo è un esempio di buone prassi per i lavoratori “Lgbtqi”, perché spesso si sentono molto sole quando subiscono le vessazioni a causa del loro genere e del loro sesso. Noi – continua la responsabile provinciale del centro d’ascolto Uil – come Centri di ascolto offriamo un orecchio attento ai loro disagi e la tutela contrattuale e legale. Con noi non si sentono più soli nel loro dolore e, come in questo caso, smuoviamo anche le montagne [in questo caso è stato letteralmente] per risolvere i loro casi. Denunciare non è facile – conclude – le tutele sono ridotte, la paura principale è quella di perdere il posto di lavoro. Il Jobs Act eliminando ogni vincolo ai licenziamenti, incoraggia i datori di lavoro ad usare ogni mezzo per liberarsi di manodopera scomoda, per esempio, scegliendo di “risolvere” rapporti di lavoro più costosi per favorire l’ingresso di persone con contratti più precari».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google
