villagrande strisaili
Omicidio Longoni, attesa per gli accertamenti
Entro 60 giorni verrà depositata la perizia necroscopica, stretto riserbo sugli altri esami
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VILLAGRANDE STRISAILI. Sessanta giorni per depositare gli esiti della perizia necroscopica. E fornire ulteriori elementi alle indagini sull’omicidio di Fabio Longoni. È il tempo di cui disporrà l’anatomopatologo Roberto Marcialis che, nei giorni scorsi ha eseguito l’autopsia sul corpo dello sventurato allevatore morto per un’emorragia interna in seguito alla recisione dell’aorta all’altezza del bacino.
La causa della morte di Longoni è una delle poche certezze di questa inchiesta dai molti lati oscuri. L’ altro dato certo sul fronte investigativo è che gli inquirenti non hanno eseguito lo stub sul giovane di Villagrande raggiunto da tre pallettoni.
I colpi sono stati esplosi da un fucile calibro 12 mercoledì scorso nelle campagne di Santa Lucia nel territorio ai confini tra Villagrande e Girasole mentre la vittima si viaggiava in compagnia del suo socio villagrandese Daniele Angelo Conigiu, rimasto ferito lievemente ad un polpaccio, su un’Audi 3 bianca.
Lo stretto riserbo che circonda la tragica vicenda non consente di sapere se altre persone siano state sottoposte all’analogo accertamento in grado di stabilire l’utilizzo di un’arma da sparo. Dai bossoli rivenuti nel teatro dell’agguato si saprà quanti colpi siano stati esplosi dall’arma. E tra preghiere e lacrime il tempo del cordoglio, che ha visto un’intera comunità scendere in piazza alla luce di centinaia di fiaccole per dire no alla violenza, lascio ora spazio al tempo della verità.
Nessuno sa perché mai, un uomo benvoluto e stimato come Fabio Longoni, sia rimasto vittima di un gesto così efferato ma tutti in paese vogliono sapere chi è stato. Solo l’accertamento della verità e il corso della giustizia attenuerà, forse, il dolore.
Il riserbo impenetrabile induce a pensare che qualcosa nelle indagini si stia muovendo e che gli investigatori coordinati dalla procura della Repubblica di Lanusei siano sulla pista giusta. Ed abbiano più di un sospetto sul responsabile. (g.f.)
La causa della morte di Longoni è una delle poche certezze di questa inchiesta dai molti lati oscuri. L’ altro dato certo sul fronte investigativo è che gli inquirenti non hanno eseguito lo stub sul giovane di Villagrande raggiunto da tre pallettoni.
I colpi sono stati esplosi da un fucile calibro 12 mercoledì scorso nelle campagne di Santa Lucia nel territorio ai confini tra Villagrande e Girasole mentre la vittima si viaggiava in compagnia del suo socio villagrandese Daniele Angelo Conigiu, rimasto ferito lievemente ad un polpaccio, su un’Audi 3 bianca.
Lo stretto riserbo che circonda la tragica vicenda non consente di sapere se altre persone siano state sottoposte all’analogo accertamento in grado di stabilire l’utilizzo di un’arma da sparo. Dai bossoli rivenuti nel teatro dell’agguato si saprà quanti colpi siano stati esplosi dall’arma. E tra preghiere e lacrime il tempo del cordoglio, che ha visto un’intera comunità scendere in piazza alla luce di centinaia di fiaccole per dire no alla violenza, lascio ora spazio al tempo della verità.
Nessuno sa perché mai, un uomo benvoluto e stimato come Fabio Longoni, sia rimasto vittima di un gesto così efferato ma tutti in paese vogliono sapere chi è stato. Solo l’accertamento della verità e il corso della giustizia attenuerà, forse, il dolore.
Il riserbo impenetrabile induce a pensare che qualcosa nelle indagini si stia muovendo e che gli investigatori coordinati dalla procura della Repubblica di Lanusei siano sulla pista giusta. Ed abbiano più di un sospetto sul responsabile. (g.f.)
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