Prevenzione degli incendi con i sistemi elettronici
Esperti a confronto grazie all’Associazione Salvaguardia Monte Ortobene La polemica sul caso dimenticato dei territori di Orani, Orotelli e Oniferi
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NUORO. La prevenzione degli incendi boschivi e la gestione degli eventi attraverso l’uomo e la tecnologia. A cominciare dalla tecnologia installata anche in Sardegna a partire dal 1986 ma abbandonata dopo molti anni di funzionamento a partire dall’anno 2005. È stato il tema centrale di un confronto organizzato dall’Associazione Salvaguardia Monte Ortobene nei locali del Ristorante Fratelli Sacchi. All’incontro hanno partecipato Giorgio Pelosio, esperto a livello nazionale e internazionale nel settore della prevenzione degli incendi boschivi, l’assessore comunale all’Ambiente Giuliano Sanna, il consigliere comunale Pierluigi Saiu, il deputato Bruno Murgia, rappresentanti della Protezione civile nuorese, il Vab Nuoro, «mentre non erano presenti Forestas e il Corpo forestale di Nuoro nonostante fossero stati invitati a partecipare» sottolineano Pietro Mureddu e Alberto Aretino, presidente e vice presidente dell’associazione Salvaguardia Monte Ortobene. Un caso particolarmente anomalo emerso durante il dibattito è quello dell’impianto di monitoraggio installato nel comprensorio comunale dei territori di Orani, Orotelli, Oniferi dove a seguito di un appalto di gara indetto dalla Comunità montana e assegnato al consorzio Fisia-Teletron, per un importo di un milione e 300mila euro (più Iva), l’impianto è passato in gestione al Corpo forestale e di vigilanza ambientale lo stesso però lo ha abbandonato senza mai utilizzarlo pur avendo fatto i corsi appositi. Pelosio ha sottolineato che per quanto riguarda gli incendi di tipo colposo che possono avvenire anche in assenza di vento o in condizioni non critiche «possono essere gestiti in modo molto più semplice ed efficace senza utilizzare costosissime flotte aeree».
Su precisa richiesta del pubblico che ha partecipato all’incontro sono stati presentati i dati ufficiali comprovanti tutti gli incendi rilevati e certificati dal Corpo forestale di vigilanza ambientale della Sardegna di alcune zone dell’isola come pure in altre località nella Penisola, nonché il risultato operativo che ha visto una drastica riduzione degli incendi nelle zone controllate dai sistemi di monitoraggio.
Giorgio Pelosio ha concluso affermando che dotando le vedette e gli altri addetti alla sorveglianza del territorio, di strumentazione adeguata, con una maggiore presenza nel territorio e ripristinando gli impianti di monitoraggio abbandonati si potrebbero ridurre notevolmente gli incendi, come già avvenuto in passato.
La strategia complessiva dovrebbe prevedere anche l’assimilazione di un reato di incendio doloso a quello di un reato di terrorismo, attraverso apposita legge, affidare lo spegnimento esclusivamente a strutture pubbliche (mezzi e personale), realizzare grandi cantieri di rimboschimenti in tutta l’isola nelle zone bruciate con personale stabile per trasformare l’industria del fuoco in quella della ricostruzione che dura tutto l’anno e gli elicotteri potrebbero essere prevalentemente utilizzati per riempire i vasconi per l’irrigazione delle piante ed eventuale risorsa per spegnimento incendi.
Su precisa richiesta del pubblico che ha partecipato all’incontro sono stati presentati i dati ufficiali comprovanti tutti gli incendi rilevati e certificati dal Corpo forestale di vigilanza ambientale della Sardegna di alcune zone dell’isola come pure in altre località nella Penisola, nonché il risultato operativo che ha visto una drastica riduzione degli incendi nelle zone controllate dai sistemi di monitoraggio.
Giorgio Pelosio ha concluso affermando che dotando le vedette e gli altri addetti alla sorveglianza del territorio, di strumentazione adeguata, con una maggiore presenza nel territorio e ripristinando gli impianti di monitoraggio abbandonati si potrebbero ridurre notevolmente gli incendi, come già avvenuto in passato.
La strategia complessiva dovrebbe prevedere anche l’assimilazione di un reato di incendio doloso a quello di un reato di terrorismo, attraverso apposita legge, affidare lo spegnimento esclusivamente a strutture pubbliche (mezzi e personale), realizzare grandi cantieri di rimboschimenti in tutta l’isola nelle zone bruciate con personale stabile per trasformare l’industria del fuoco in quella della ricostruzione che dura tutto l’anno e gli elicotteri potrebbero essere prevalentemente utilizzati per riempire i vasconi per l’irrigazione delle piante ed eventuale risorsa per spegnimento incendi.
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