«Mai visto mendicanti dall’aria feroce»
«Conosco molto bene don Mariani — dice padre Giuseppe Magliani, parroco della chiesa delle Grazie —. Sicuramente la sua riflessione è stata fraintesa. Credo che abbia voluto mettere in luce una...
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«Conosco molto bene don Mariani — dice padre Giuseppe Magliani, parroco della chiesa delle Grazie —. Sicuramente la sua riflessione è stata fraintesa. Credo che abbia voluto mettere in luce una situazione che in città sta diventando preoccupante attraverso una provocazione. Ma lungi da lui voler essere intollerante verso i bisognosi o addirittura xenofobo», spiega il sacerdote.
Alla domanda sulla presunta invasione di questuanti aggressivi nell’ingresso della sua chiesa, in particolare durante la novena delle Grazie, padre Giuseppe risponde: «A me, che giornalmente vivo nel Santuario, non è mai accaduto di ricevere sguardi feroci o una qualche forma di aggressività da parte di queste persone — sottolinea —. E mai nessun parrocchiano si è mai lamentato con me a riguardo. Anzi, molti di questi immigrati durante la veglia che è stata fatta nella Giornata mondiale del povero, hanno partecipato e condiviso con noi questo momento».
Dello stesso avviso sembra essere anche il parroco della chiesa Beata Maria Gabriella, don Pietro Borrotzu, che premette: «Noi sacerdoti abbiamo il dovere di aiutare, accogliere e perdonare. Sono però certo che nelle parole di don Mariani non ci fosse la volontà di discriminare queste persone, ma semplicemente di mettere in luce un problema che rende vittime questi uomini e queste donne», conclude il sacerdote. Sia don Magliani sia don Borrotzu sono due sacerdoti particolarmente impegnati nel sociale. (s.t.)
Alla domanda sulla presunta invasione di questuanti aggressivi nell’ingresso della sua chiesa, in particolare durante la novena delle Grazie, padre Giuseppe risponde: «A me, che giornalmente vivo nel Santuario, non è mai accaduto di ricevere sguardi feroci o una qualche forma di aggressività da parte di queste persone — sottolinea —. E mai nessun parrocchiano si è mai lamentato con me a riguardo. Anzi, molti di questi immigrati durante la veglia che è stata fatta nella Giornata mondiale del povero, hanno partecipato e condiviso con noi questo momento».
Dello stesso avviso sembra essere anche il parroco della chiesa Beata Maria Gabriella, don Pietro Borrotzu, che premette: «Noi sacerdoti abbiamo il dovere di aiutare, accogliere e perdonare. Sono però certo che nelle parole di don Mariani non ci fosse la volontà di discriminare queste persone, ma semplicemente di mettere in luce un problema che rende vittime questi uomini e queste donne», conclude il sacerdote. Sia don Magliani sia don Borrotzu sono due sacerdoti particolarmente impegnati nel sociale. (s.t.)
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