La tenenza di finanza pronta a tornare in piazza dei Caduti
di Paolo Maurizio Sechi
Macomer, il sindaco: il Comune è disposto a cedere la sede Intanto continua la polemica sull’apertura del Cpr
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MACOMER. Si apre uno spiraglio per la riapertura della tenenza della guardia di finanza in città, chiusa nel luglio dello scorso anno e accorpata a Bosa. L’amministrazione comunale da tempo ha proposto al comando regionale della guardia di finanza l’utilizzo come sede della tenenza dell’immobile in piazza Caduti del lavoro. Nei giorni scorsi il sindaco Succu ha ricevuto la visita del comando regionale del corpo che hanno valutato le proposte dell’amministrazione comunale sull’eventuale riapertura della tenenza che si è conclusa con un sopralluogo della struttura.
«Come ho già riferito correttamente nell’ultima seduta del consiglio comunale – afferma il sindaco Antonio Succu – nell’ambito del rafforzamento delle forze dell’ordine nel territorio, che è una delle condizioni che la maggioranza ha posto allo Stato per l’apertura del Cpr in città, potremmo legittimamente richiedere al Ministero i fondi per la ristrutturazione dell’immobile di proprietà comunale. Il Comune è disposto a cedere a titolo pressoché l’immobile ma il Ministero dovrebbe provvedere alla ristrutturazione. Con il comando regionale e provinciale della guardia di finanza abbiamo fatto un sopralluogo della struttura e pur con tutta prudenza necessaria gli alti ufficiali hanno acquisito gli elementi necessari e utili per valutare l’ipotesi di riapertura. Ebbene in consiglio comunale non c’è stato nemmeno uno dei contestatori (l’opposizione, ndc) che abbia ripreso l’argomento. Questa la dice lunga sul reale interesse di alcuni consiglieri per la soluzione reale dei problemi».
Il sindaco Succu, con una nota, interviene anche sull’ultima seduta del consiglio comunale riguardo la richiesta di indire il referendum sull’apertura del Cpr: «La vicenda del Cpr sta assumendo contorni che potrebbero essere definiti ridicoli se non calunniosi e ingiuriosi e, dunque, anche offensivi. La minoranza strumentalmente, e il comitato No Cpr ideologicamente, hanno puntato tutto il loro impegno contro il Cpr su un presunto problema di sicurezza che ormai è stato chiarito non esserci e quindi definitivamente archiviato. Idem per il referendum: dal Ministero al prefetto, dall’assessorato regionale agli enti locali e agli Affari generali hanno certificato che il referendum non si può fare sia per ragioni di legge che di statuto comunale. Non c’era uno straccio di norma che lo potesse giustificare. Durante il consiglio comunale di lunedì – prosegue Succu –, prima che i consiglieri di opposizione lasciassero l’aula, infischiandosi del dibattito anche su punti all’ordine del giorno da loro proposti tipo la chiusura della sede Inps e delle problematiche ambientali, di cui già mi sono occupato mentre loro ancora dormivano, ho trattato anche della riapertura della tenenza della GdF. Sia alla minoranza che al comitato No Cpr – conclude il sindaco – non rimane altro argomento di critica se non dire che il sindaco è antidemocratico, cioè fascista, che sarebbe come dire ancora che i comunisti mangiano i bambini. Argomento debole per una campagna elettorale anche se sono ancora convinti di riuscire a spaventare i cittadini con la panzana dell’Uomo nero».
«Come ho già riferito correttamente nell’ultima seduta del consiglio comunale – afferma il sindaco Antonio Succu – nell’ambito del rafforzamento delle forze dell’ordine nel territorio, che è una delle condizioni che la maggioranza ha posto allo Stato per l’apertura del Cpr in città, potremmo legittimamente richiedere al Ministero i fondi per la ristrutturazione dell’immobile di proprietà comunale. Il Comune è disposto a cedere a titolo pressoché l’immobile ma il Ministero dovrebbe provvedere alla ristrutturazione. Con il comando regionale e provinciale della guardia di finanza abbiamo fatto un sopralluogo della struttura e pur con tutta prudenza necessaria gli alti ufficiali hanno acquisito gli elementi necessari e utili per valutare l’ipotesi di riapertura. Ebbene in consiglio comunale non c’è stato nemmeno uno dei contestatori (l’opposizione, ndc) che abbia ripreso l’argomento. Questa la dice lunga sul reale interesse di alcuni consiglieri per la soluzione reale dei problemi».
Il sindaco Succu, con una nota, interviene anche sull’ultima seduta del consiglio comunale riguardo la richiesta di indire il referendum sull’apertura del Cpr: «La vicenda del Cpr sta assumendo contorni che potrebbero essere definiti ridicoli se non calunniosi e ingiuriosi e, dunque, anche offensivi. La minoranza strumentalmente, e il comitato No Cpr ideologicamente, hanno puntato tutto il loro impegno contro il Cpr su un presunto problema di sicurezza che ormai è stato chiarito non esserci e quindi definitivamente archiviato. Idem per il referendum: dal Ministero al prefetto, dall’assessorato regionale agli enti locali e agli Affari generali hanno certificato che il referendum non si può fare sia per ragioni di legge che di statuto comunale. Non c’era uno straccio di norma che lo potesse giustificare. Durante il consiglio comunale di lunedì – prosegue Succu –, prima che i consiglieri di opposizione lasciassero l’aula, infischiandosi del dibattito anche su punti all’ordine del giorno da loro proposti tipo la chiusura della sede Inps e delle problematiche ambientali, di cui già mi sono occupato mentre loro ancora dormivano, ho trattato anche della riapertura della tenenza della GdF. Sia alla minoranza che al comitato No Cpr – conclude il sindaco – non rimane altro argomento di critica se non dire che il sindaco è antidemocratico, cioè fascista, che sarebbe come dire ancora che i comunisti mangiano i bambini. Argomento debole per una campagna elettorale anche se sono ancora convinti di riuscire a spaventare i cittadini con la panzana dell’Uomo nero».
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