Lavori di consolidamento del nuraghe Ola a Oniferi
di Federico Sedda
L’impresa Riccardi ha ultimato l’opera per la messa in sicurezza del monumento I fondi sono stati stanziati dal ministero dei Beni e delle attività culturali
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ONIFERI. Sono stati ultimati l’altro ieri i lavori di consolidamento e messa in sicurezza del nuraghe Ola, in territorio di Oniferi. I lavori sono stati effettuati dall’impresa Riccardi Giovanni per conto della Soprintendenza archeologica, belle arti e paesaggio per le province di Sassari e Nuoro, diretta da Francesco di Gennaro.
I fondi necessari sono stati messi a disposizione dal ministero dei Beni e delle attività culturali e il turismo e gestiti dal segretariato regionale per la Sardegna dello stesso ministero. Il gruppo di lavoro che ha operato nel nuraghe Ola era costituito da Elena Romoli, direttore dei lavori, Antonio Sanciu direttore scientifico, Claudio Pisu, direttore tecnico e Franco Tendas direttore tecnico e dai collaboratori esterni, Demis Murgia, assistente scientifico e Vincenzo Nubile, addetto alla documentazione. Il nuraghe Ola, di tipo classico a tholos, è uno di principali monumenti della vasta area archeologica che circonda il territorio di Oniferi. È realizzato in grossi blocchi granitici nei primi dieci filari. Il rivestimento esterno della parte superiore è in conci di trachite ben lavorati.
L’ingresso, a sezione trapezoidale, si apre a sud e immette in un andito lastricato sulla destra dal quale si apre una nicchia e a sinistra la scala elicoidale che conduce alla parte superiore della struttura.
L’andito immette nella camera coperta a tholos, intatta, nella quale si aprono, come di consueto, tre nicchie. L’area del nuraghe Ola è stata oggetto nel 1990 di un intervento di scavo archeologico che ha interessato fra l’altro quattro capanne situate a sud del complesso. Le indagini di scavo sono poi proseguite nel 2005. Nel mese di febbraio del 2015 c’è stato il cedimento di un blocco fessurato dello stipite tra l’andito e il vano della scala. Il cedimento ha provocato il crollo di una decina di blocchi che hanno ostruito parte dell’andito e dell’accesso alla scala. Con fondi messi a disposizione dal comune di Oniferi si è immediatamente provveduto al puntellamento dell’area ove era avvenuto il crollo e alla rimozione dall'interno del nuraghe dei blocchi crollati. Quest’anno, invece, la Soprintendenza ha effettuato i lavori che hanno portato alla ricostituzione del paramento murario interno tra l'andito e la scala di accesso alla sommità del nuraghe, alla pulitura della scala con rimozione e riposizionamento degli elementi lapidei che la ostruivano nella parte superiore, alla eliminazione dell'apparato radicale dell’olivastro e degli arbusti cresciuti sulla sommità del nuraghe, al consolidamento delle capanne nuragiche nell'area antistante il nuraghe e al parziale interramento dell'area per proteggere le capanne stesse. Il tutto in prospettiva di una valorizzazione turistica e culturale dell’intera area archeologica
I fondi necessari sono stati messi a disposizione dal ministero dei Beni e delle attività culturali e il turismo e gestiti dal segretariato regionale per la Sardegna dello stesso ministero. Il gruppo di lavoro che ha operato nel nuraghe Ola era costituito da Elena Romoli, direttore dei lavori, Antonio Sanciu direttore scientifico, Claudio Pisu, direttore tecnico e Franco Tendas direttore tecnico e dai collaboratori esterni, Demis Murgia, assistente scientifico e Vincenzo Nubile, addetto alla documentazione. Il nuraghe Ola, di tipo classico a tholos, è uno di principali monumenti della vasta area archeologica che circonda il territorio di Oniferi. È realizzato in grossi blocchi granitici nei primi dieci filari. Il rivestimento esterno della parte superiore è in conci di trachite ben lavorati.
L’ingresso, a sezione trapezoidale, si apre a sud e immette in un andito lastricato sulla destra dal quale si apre una nicchia e a sinistra la scala elicoidale che conduce alla parte superiore della struttura.
L’andito immette nella camera coperta a tholos, intatta, nella quale si aprono, come di consueto, tre nicchie. L’area del nuraghe Ola è stata oggetto nel 1990 di un intervento di scavo archeologico che ha interessato fra l’altro quattro capanne situate a sud del complesso. Le indagini di scavo sono poi proseguite nel 2005. Nel mese di febbraio del 2015 c’è stato il cedimento di un blocco fessurato dello stipite tra l’andito e il vano della scala. Il cedimento ha provocato il crollo di una decina di blocchi che hanno ostruito parte dell’andito e dell’accesso alla scala. Con fondi messi a disposizione dal comune di Oniferi si è immediatamente provveduto al puntellamento dell’area ove era avvenuto il crollo e alla rimozione dall'interno del nuraghe dei blocchi crollati. Quest’anno, invece, la Soprintendenza ha effettuato i lavori che hanno portato alla ricostituzione del paramento murario interno tra l'andito e la scala di accesso alla sommità del nuraghe, alla pulitura della scala con rimozione e riposizionamento degli elementi lapidei che la ostruivano nella parte superiore, alla eliminazione dell'apparato radicale dell’olivastro e degli arbusti cresciuti sulla sommità del nuraghe, al consolidamento delle capanne nuragiche nell'area antistante il nuraghe e al parziale interramento dell'area per proteggere le capanne stesse. Il tutto in prospettiva di una valorizzazione turistica e culturale dell’intera area archeologica
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