La Nuova Sardegna

Nuoro

La Riabilitazione invita i nuoresi a passeggiare

di Sebastiano Deledda
La Riabilitazione invita i nuoresi a passeggiare

Maria Barracca, responsabile del servizio: stare seduti danneggia la salute Specialisti a confronto in un convegno che rende omaggio a Donata Marchi

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NUORO. Si diffonde strisciante di pari passo con il progresso tecnologico e la ricchezza, ma secondo l’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) è una vera e propria pandemia, capace di uccidere. È la sedentarietà: «malattia sociale che – spiega Maria Barracca, responsabile della Riabilitazione dell’ospedale San Francesco di Nuoro – può avere effetti nocivi sulla salute, al pari del fumo o dell’obesità». Tutte verità che la compianta Donata Marchi, già direttore del reparto nuorese e pilastro della riabilitazione in Sardegna, ben conosceva.

Alla stimata dottoressa, ricordata per le grandi doti di umanità e professionalità, è dedicato, a vent’anni dalla scomparsa, il convengo dal titolo “Homo sedens e sitting disease. Il lato negativo delle comodità della vita moderna”, in programma oggi nell’auditorium “Giovanni Lilliu” (Museo del Costume) di via Antonio Mereu 56, a Nuoro. Un appuntamento importante, insomma, per fare il punto su uno stile di vita che, sempre la dottoressa Barracca, responsabile scientifico dell’evento, definisce «malattia dei tempi che stiamo vivendo», e contro cui l’Organizzazione mondiale della sanità ha messo in campo una agguerrita strategia con l’ambizioso obiettivo di ridurre del 10 per cento l’inattività fisica entro il 2025. «Lo stile di vita troppo sedentario – spiega ancora Barracca – è un nemico silente, perché senza nemmeno accorgercene ci portiamo appresso una serie di patologie importanti che hanno un impatto davvero nefasto sulla nostra salute». Si parla di almeno 25 patologie collegate alla sedentarietà. Basta pensare ai tumori e alle malattie cardiovascolari, ma anche il diabete e l’obesità. Per non parlare dell’impatto negativo su sistema venoso, muscoli, ovviamente tutto l’apparato scheletrico, in particolare la schiena. Se poi si parla di sedentarietà che va di pari passo con l’invecchiamento della popolazione, a preoccupare maggiormente gli specialisti è la sarcopenia perdita di massa muscolare che, in connubio con l’osteoporosi, può essere causa di cadute e fratture.

Questo è anche uno dei motivi per cui la qualità della vecchiaia, nonostante la crescita dell’aspettativa di vita, va sempre peggiorando, soprattutto se paragonata alla terza età dei centenari delle precedenti generazioni. Le linee guida prescrivono per gli adulti 2,5 ore di movimento moderato o 75 minuti di attività fisica intensa a settimana, e un’ora al giorno per i ragazzi tra gli 11 e 17 anni, ma il 23% degli adulti e l’80% degli adolescenti in età scolare è fisicamente inattivo. Anche perché di movimento ne servirebbe tanto: secondo un recente studio sarebbe necessaria un’ora di attività fisica al giorno per compensare gli effetti nocivi del rimanere seduti a una scrivania per le canoniche 8 ore di lavoro. «Non c’è bisogno di esagerare – precisa la dottoressa Barracca – con sedute massacranti in palestra. Basta una sana passeggiata quotidiana, cambiando stili di vita, per esempio andando a piedi al lavoro, o lasciando che i nostri figli vadano a scuola a piedi». Per info e iscrizioni al corso www.aslnuoro.it.

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