Siniscola, stato di calamità per le piogge di novembre
di Sergio Secci
Disagi e allagamenti nelle strade campestri dell’intero territorio Per la sistemazione serviranno 50mila euro che il Comune chiede alla Regione
2 MINUTI DI LETTURA
SINISCOLA. Una pioggia torrenziale che ha colpito per alcune ore il capoluogo baroniese. Un evento meteorologico che seppure non segnalato dal centro funzionale decentrato della protezione civile, ha provocato disagi e allagamenti il 14 e 15 novembre scorso.
Siniscola e il territorio circostante, è stato colpito da consistenti nubifragi che hanno causato allagamenti nella piana, ma anche nel centro abitato e nelle frazioni. La giunta comunale nei giorni scorsi, ha dichiarato per quelli eventi lo stato di calamità naturale: «I bollettini di criticità del 13, 14 e 15 novembre avevano segnalato che si sarebbero verificate precipitazioni, ma assenza di criticità per rischio idrogeologico localizzato e idraulico sulle zone di allerta – dice la nota dell’amministrazione – Dalla relazione del responsabile dell’area urbanistica si attesta che il fenomeno ha causato innumerevoli danni agli immobili pubblici e privati, alle colture ed al bestiame e che la violenza delle precipitazioni ha provocato l’ostruzione di canali di deflusso e divelto tombini delle fognature».
Si è reso necessario quindi un intervento straordinario con gli eventi fronteggiati nell’immediato con interventi dei vigili del fuoco, tecnici ed operai comunali, vigili urbani e barracelli e la necessità quindi di interventi straordinari per il ripristino delle opere, specie della viabilità rurale, delle sottostrutture, dei canali di scolo e dell’area portuale.
I danni maggiori si legge nella nota del tecnico comunale, si sono verificati in corrispondenza delle strade di S’Alapathu e Sant’Elene mentre grossi disagi, si sono avuti in località S’isparaju e con l’esondazione dei fiumiciattoli di Rena lata, Badde petrosa e Lonne che hanno prodotto l’isolamento di tante famiglie residenti nelle campagne limitrofe.
Per quanto riguarda le strade campestri, il Comune è dovuto intervenire a Gadu petrosu, Franallè, Berchida, Jorgi Uffratu e Cuile Ezzu, Murtas Artas e Sa Ena Longa. Per il ripristino delle strade e la rimozione di fango e detriti, la spesa complessiva, è stata calcolata in 50mila euro.
Somma che si spera possa essere accreditata dalla Regione a rimborso delle spese da sostenere per riportare le campagne e il centro abitato alla normalità.
Siniscola e il territorio circostante, è stato colpito da consistenti nubifragi che hanno causato allagamenti nella piana, ma anche nel centro abitato e nelle frazioni. La giunta comunale nei giorni scorsi, ha dichiarato per quelli eventi lo stato di calamità naturale: «I bollettini di criticità del 13, 14 e 15 novembre avevano segnalato che si sarebbero verificate precipitazioni, ma assenza di criticità per rischio idrogeologico localizzato e idraulico sulle zone di allerta – dice la nota dell’amministrazione – Dalla relazione del responsabile dell’area urbanistica si attesta che il fenomeno ha causato innumerevoli danni agli immobili pubblici e privati, alle colture ed al bestiame e che la violenza delle precipitazioni ha provocato l’ostruzione di canali di deflusso e divelto tombini delle fognature».
Si è reso necessario quindi un intervento straordinario con gli eventi fronteggiati nell’immediato con interventi dei vigili del fuoco, tecnici ed operai comunali, vigili urbani e barracelli e la necessità quindi di interventi straordinari per il ripristino delle opere, specie della viabilità rurale, delle sottostrutture, dei canali di scolo e dell’area portuale.
I danni maggiori si legge nella nota del tecnico comunale, si sono verificati in corrispondenza delle strade di S’Alapathu e Sant’Elene mentre grossi disagi, si sono avuti in località S’isparaju e con l’esondazione dei fiumiciattoli di Rena lata, Badde petrosa e Lonne che hanno prodotto l’isolamento di tante famiglie residenti nelle campagne limitrofe.
Per quanto riguarda le strade campestri, il Comune è dovuto intervenire a Gadu petrosu, Franallè, Berchida, Jorgi Uffratu e Cuile Ezzu, Murtas Artas e Sa Ena Longa. Per il ripristino delle strade e la rimozione di fango e detriti, la spesa complessiva, è stata calcolata in 50mila euro.
Somma che si spera possa essere accreditata dalla Regione a rimborso delle spese da sostenere per riportare le campagne e il centro abitato alla normalità.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google
