Peste suina, 209 maiali abbattuti all’alba
di Valeria Gianoglio
Blitz a sorpresa nelle campagne di Orgosolo, Desulo e Arzana. La rabbia degli allevatori: «Sbagliato il metodo»
3 MINUTI DI LETTURA
NUORO. Il blitz, a sorpresa, è scattato ieri mattina alle prime luci dell’alba: tre paesi coinvolti – Orgosolo, Desulo e Arzana – uno spiegamento imponente di polizia, carabinieri e Forestas coordinati dalla prefettura, strade di accesso ad alcuni terreni di campagna completamente sbarrate. E un mucchio di allevatori tutt’intorno che da distanza osservano a malincuore, e molti con un bel po’ di rabbia in corpo, la nuova tappa del piano di eradicazione della peste suina africana promosso dalla Regione. Una tappa che a fine giornata registra, in totale, 209 abbattimenti di maiali: 49 suini abbattuti ad Arzana, nella zona di Is Campanilis, 70 a Orgosolo, nelle campagne di Montes, altri 90 a Desulo, nei terreni di Girgini.
Si tratta, come spiega la stessa Regione e in particolare i vertici dell’unità di progetto sulla “psa”, di «alcuni interventi di depopolamento di maiali irregolari, non registrati, senza proprietario e al pascolo brado illegale». Maiali senza padrone, dunque, almeno a livello ufficiale, ma nella pratica, invece, si tratta di animali che un proprietario ce lo hanno eccome. Il blitz, dunque, scatta alle prime luci dell’alba di ieri, ma i tre sindaci dei paesi coinvolti lo scoprono solo qualche ora più tardi, quando, intorno alle 9 del mattino, agli uffici municipali arrivano le mail e i fax della Regione che contengono le ordinanze “di abbattimento per pascolo non confinato di suini bradi non identificati”. E prima ancora, quando alcuni allevatori scoprono l’arrivo delle forze di polizia, scoppiano le polemiche che ruotano soprattutto attorno al metodo utilizzato per dar corpo al piano di eradicazione della peste suina.
Il pensiero di diversi allevatori viene sintetizzato dal presidente del Movimento sardo pro territorio, Alessio Pasella che condanna «il metodo adottato dalla giunta regionale sarda tramite l’unità di progetto», e lo definisce un intervento “manu militari” che rischia di dare «il colpo di grazia a un’economia agropastorale in agonia». Si tratta, aggiunge Pasella, di «un abbattimento forzato dei suini, fonte di reddito, di sostentamento e di sopravvivenza delle popolazioni del Gennargentu, patrimonio genetico di una razza suina tutelata per legge».
La Regione, dal canto suo, ricorda che se non fosse intervenuta avrebbe rischiato di incorrere nelle sanzioni del ministero e della commissione europea. La peste suina africana, del resto, è stata uno dei cinque punti all’ordine del giorno affrontati dai ministri della Salute del G7 nel corso del recente vertice. «In Spagna – scrive il presidente della Regione, Francesco Pigliaru – hanno avuto la peste suina per 40 anni. Poi hanno deciso di combattere con decisione la peste suina, eliminando le situazioni irregolari e imponendo regole chiare. Dobbiamo seguire il loro esempio, dobbiamo debellare la peste suina e premiare chi si mette in regola, infatti abbiamo creato le condizioni per poter aiutare chi decide di allevare suini senza metterà a rischio l’intero comparto. Stiamo facendo la cosa giusta, quello che altri non hanno fatto per decenni».
Dopo aver sottolineato che nel giorno di abbattimenti, «l’ordine pubblico ha funzionato molto bene» e aver ringraziato gli allevatori che hanno atteso con pazienza che terminasse l’operazione, il responsabile dell’Unità di progetto, Alessandro De Martini, ricorda che «Tutto quello che poteva essere fatto per favorire la regolarizzazione di chi detiene suini irregolarmente è stato fatto. A iniziare dalle decine di incontri informativi promossi attraverso Laore per passare ai traguardi raggiunti sulla riduzione delle sanzioni, previste dalla normativa nazionale, per chi decide di regolarizzarsi: si è passati infatti da 10mila euro a poco più di 400».
Si tratta, come spiega la stessa Regione e in particolare i vertici dell’unità di progetto sulla “psa”, di «alcuni interventi di depopolamento di maiali irregolari, non registrati, senza proprietario e al pascolo brado illegale». Maiali senza padrone, dunque, almeno a livello ufficiale, ma nella pratica, invece, si tratta di animali che un proprietario ce lo hanno eccome. Il blitz, dunque, scatta alle prime luci dell’alba di ieri, ma i tre sindaci dei paesi coinvolti lo scoprono solo qualche ora più tardi, quando, intorno alle 9 del mattino, agli uffici municipali arrivano le mail e i fax della Regione che contengono le ordinanze “di abbattimento per pascolo non confinato di suini bradi non identificati”. E prima ancora, quando alcuni allevatori scoprono l’arrivo delle forze di polizia, scoppiano le polemiche che ruotano soprattutto attorno al metodo utilizzato per dar corpo al piano di eradicazione della peste suina.
Il pensiero di diversi allevatori viene sintetizzato dal presidente del Movimento sardo pro territorio, Alessio Pasella che condanna «il metodo adottato dalla giunta regionale sarda tramite l’unità di progetto», e lo definisce un intervento “manu militari” che rischia di dare «il colpo di grazia a un’economia agropastorale in agonia». Si tratta, aggiunge Pasella, di «un abbattimento forzato dei suini, fonte di reddito, di sostentamento e di sopravvivenza delle popolazioni del Gennargentu, patrimonio genetico di una razza suina tutelata per legge».
La Regione, dal canto suo, ricorda che se non fosse intervenuta avrebbe rischiato di incorrere nelle sanzioni del ministero e della commissione europea. La peste suina africana, del resto, è stata uno dei cinque punti all’ordine del giorno affrontati dai ministri della Salute del G7 nel corso del recente vertice. «In Spagna – scrive il presidente della Regione, Francesco Pigliaru – hanno avuto la peste suina per 40 anni. Poi hanno deciso di combattere con decisione la peste suina, eliminando le situazioni irregolari e imponendo regole chiare. Dobbiamo seguire il loro esempio, dobbiamo debellare la peste suina e premiare chi si mette in regola, infatti abbiamo creato le condizioni per poter aiutare chi decide di allevare suini senza metterà a rischio l’intero comparto. Stiamo facendo la cosa giusta, quello che altri non hanno fatto per decenni».
Dopo aver sottolineato che nel giorno di abbattimenti, «l’ordine pubblico ha funzionato molto bene» e aver ringraziato gli allevatori che hanno atteso con pazienza che terminasse l’operazione, il responsabile dell’Unità di progetto, Alessandro De Martini, ricorda che «Tutto quello che poteva essere fatto per favorire la regolarizzazione di chi detiene suini irregolarmente è stato fatto. A iniziare dalle decine di incontri informativi promossi attraverso Laore per passare ai traguardi raggiunti sulla riduzione delle sanzioni, previste dalla normativa nazionale, per chi decide di regolarizzarsi: si è passati infatti da 10mila euro a poco più di 400».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google
