La Nuova Sardegna

Nuoro

Botte e violenze in casa: marito in cella

di Valeria Gianoglio
Botte e violenze in casa: marito in cella

Un falegname fermato dalla polizia dopo ripetuti episodi di maltrattamenti in famiglia e sul luogo di lavoro della donna 

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NUORO. Botte, minacce, pedinamenti figli di una gelosia accecante e conditi da dosi industriali di alcol in corpo. E persino, in almeno un caso, una incursione notturna nella camera da letto per versare addosso a lei che dormiva e alla figlia l’acqua utilizzata per lavare i piatti. Gli agenti del commissariato di Gavoi erano intervenuti più volte, a Ollolai, per cercare di fermarlo, ma in qualche occasione era stata la stessa moglie, a volerlo perdonare, a ricondurre tutto a un rapporto difficile ma come tanti, nelle relazioni di coppia. Fino agli ultimi giorni: quando l’inchiesta per maltrattamenti in famiglia aperta dalla Procura di Nuoro è approdata in una richiesta di custodia cautelare presentata al gip. E il giudice per le indagini preliminari, dopo aver letto con attenzione la mole di carte e i numerosi interventi fatti dalla polizia – l’ultimo dei quali risale a poco tempo fa – ha stabilito che c’erano tutti gli estremi per disporre l’arresto e la custodia cautelare in carcere dell’uomo. E così, nelle ultime ore, l’uomo di Ollolai è finito in cella nel penitenziario di Badu ’e Carros.

Quarantanove anni, di professione falegname, sposato da tempo, diversi figli: la storia dell’uomo finito in carcere per maltrattamenti a Ollolai, secondo gli stessi agenti del commissariato di Gavoi che se ne sono occupati sin dall’inizio, si inquadra in un contesto familiare che da tempo si era complicato parecchio. L’uomo, come ha fatto sapere la stessa questura, «rincasava ubriaco e maltrattava la moglie e i figli, sottoponendoli a continue vessazioni, costringendoli a un perdurante stato di prostrazione psicologica. Li minacciava e li insultava, giungendo persino a incendiare i vestiti dei familiari e a eseguire incursioni notturne nella camera da letto dove dormiva la moglie con la figlia minore per svegliarle rovesciando addosso acqua e sapone dei piatti». Ma non basta: vessazioni e maltrattamenti, a quanto risulta alla polizia, a volte sfociavano anche all’esterno delle mura domestiche. «Accecato dalla gelosia e dai fumi dell’alcol – spiega ancora la questura – l’uomo seguiva ovunque la moglie, persino sul luogo di lavoro, al fine di costringerla a rincasare». Per la donna e per i figli, insomma, sono stati anni tutt’altro che tranquilli e sereni. Da adesso in poi, del caso, si occuperà anche la giustizia. Per la polizia si tratta di un altro importante risultato ottenuto grazie anche a una campagna di prevenzione e sensibilizzazione contro la violenza di genere e familiare condotta anche attraverso il camper “Questo non è amore” che da tempo gira tra piazze e paesi del Nuorese. Il 20 dicembre, il camper e la sua equipe di esperti anti-violenza, approderà a Gavoi in piazza San Gavino.

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