Desulo, due giorni dedicati alla figura dell’ambulante
di Giovanni Melis
DESULO. Cento anni di ambulantato. Forse di più. Quando sia iniziato il commercio di truddas e tageris per i desulesi, non è dato di sapere. Vi è la certezza che nei quattro angoli di Sardegna, i...
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DESULO. Cento anni di ambulantato. Forse di più. Quando sia iniziato il commercio di truddas e tageris per i desulesi, non è dato di sapere. Vi è la certezza che nei quattro angoli di Sardegna, i camminantes di Desulo, o viagiantes, hanno sicuramente scritto una storia indelebile. L’amministrazione di Desulo, prova a scriverne almeno una parte, con la collaborazione di un artista come Gianluca Medas, degli ambulanti del paese ancora in vita e delle storie tramandate. Il tutto troverà una sintesi nelle giornate di domani e dopodomani, quando ad Asuai si terrà la manifestazione “Caminantes”. Organizza il comune di Desulo, assessorato alla cultura, in collaborazione con il coro Anninnora, l’associazione Figli d’Arte Medas, il patrocinio della regione Sardegna e la collaborazione delle associazioni del paese. Nella chiesa di San Sebastiano, Gianluca Medas ripercorrà i tragici fatti del 1913 quando alcuni ambulanti di Desulo furono sorpresi da una tormenta di neve nella strada del ritorno. Fu una strage. La tristezza di quegli eventi, le vicende dei caminantes saranno ripercorse dalla voce narrante di Medas, che già nel 2014 fu mirabile interprete delle vicende dei venditori desulesi. Il titolo della rappresentazione è “Funt’annaos a camminu”. Le musiche sono affidate al coro Anninnora, diretto dal maestro Federico di Chiara, che interverranno durante la drammatizzazione. «Il Coro Anninora – scrivono i componenti – vuole rendere onore a quegli eroi con il racconto in musica del loro viaggio iniziato con gioia ma tragicamente terminato. Il concerto sarà dedicato a loro, al loro lavoro, alla loro storia consapevoli che la loro storia e' la nostra storia». Venerdì invece sarà proiettato il documentario realizzato da Gianluca Medas, sugli ambulanti di Desulo. Sarà la loro voce a narrare di quelle fatiche nelle strade polverose del Sulcis, della Trexenta, dell’Oristanese, delle Barbagie e della Nurra. Sempre curvi, accompagnati da quei cadditteddos “fortes e lanzos, carrigos de diversa mercanzia”, come li ha immortalati Antioco Casula Montanaru. La scelta della giornata degli ambulanti, proprio in omaggio a questa poesia, ricade nel sessantesimo anniversario della morte del grande poeta di Ovolaccio. «Attraverso queste giornata – spiega il sindaco Gigi Littarru – proveremo a rievocare una storia costellata di eventi e che è cara a tutti noi desulesi. L’ambulantato, come la pastorizia, sono i settori nevralgici del paese e che hanno contribuito a renderlo grande sia economicamente che sotto il profilo culturale. Dopo il documentario si terrà il concerto di Natale con i cori Anninnora, Mediana di Meana, Sant’Austinu di Alà dei Sardi, Monte Gonare di Orani.
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