“Noisi”, il logo premiato per Nùoro Capitale 2020
Daria Canu, studentessa universitaria, vince il concorso bandito dal Comune La giuria di esperti era presieduta dall’architetto designer Ferrari Flavio Manzoni
NUORO. C’è l’oro della Sardegna, del fieno raccolto nelle campagne barbaricine, del sole e dei giunchi intrecciati nel logo disegnato da Daria Canu, la studentessa nuorese vincitrice del concorso di idee per il logo e lo slogan della candidatura di Nuoro a Capitale della Cultura 2020. Semplice quanto immediato, il simbolo a cui è stata affidata la sintesi visiva della città, è stato svelato ieri mattina negli spazi dell’Exmè, in piazza Mameli, nel corso della cerimonia di premiazione, dove una giuria d’eccezione presieduta dall’architetto nuorese e direttore del design Ferrari Flavio Manzoni, dallo scrittore Marcello Fois, dalle giornaliste Elvira Serra (Corrire della Sera) e Simonetta Selloni (La Nuova Sardegna), e dal musicista jazz Gavino Murgia, ha esaminato gli elaborati scegliendo tra i dieci finalisti il logo più rappresentativo, che è stato poi trasformato in una veste grafica dallo stesso Flavio Manzoni.
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«Il simbolo è una spirare che rappresenta un inizio e mai una fine, e così spero che sia per la cultura nuorese, un punto di partenza. E quello di oggi è solo un inizio» ha spiegato alla platea l’emozionata studentessa ventunenne Daria Canu, iscritta all’università di Cagliari in Tossicologia. Lo slogan scelto dalla ragazza, “Noisi”, racchiude invece due parole e due concetti e può essere letto sia in italiano che in sardo.
«Noisi che diventa dichiarazione di intenti e di coraggio – aggiunge la ragazza – e Noisi che in nuorese significa “noi”, inteso come unione, comunità». La giovane e promettente vincitrice è stata premiata con una pergamena e l’assegno da mille euro dal noto designer nuorese, che ha sottolineato come «il logo scelto incarni perfettamente lo spirito della città, che in maniera semplice e immediata ha saputo racchiudere una serie di valori, rappresentare le nostre radici, la nostra tradizione ma essere anche un segno moderno, proiettato verso un futuro aperto». Anche sulla scelta del carattere la giuria si è affidata a uno stile lineare, pulito ma al tempo stesso rigoroso, precisando però la netta volontà di aggiungere l’accento sulla u alla scritta “Nùoro” «perché vogliamo che anche in Continente venga pronunciato nel modo giusto» hanno ribadito i giurati. A 91 anni, dunque, dall’assegnazione del Nobel per la letteratura a Grazia Deledda, unica donna in Italia ad aver ricevuto questo premio, «il riconoscimento per il logo Nuoro 2020 ad una giovane donna nuorese ci rende ancora più orgogliosi» ha sottolineato il sindaco Andrea Soddu nel corso dell’evento.
«Il concorso di idee oltre a rappresentare un momento di condivisione è stata l’occasione per esaltare la vera funzione di un logo – ha aggiunto l’assessore alla Cultura Sebastian Cocco –, che è quella di raccontare la città, non solo quella vissuta ma anche quella percepita. Ci siamo affidati alla purezza e alla verginità creativa dei ragazzi, perché siamo convinti che erano loro a dover e poter rappresentare meglio la nostra Nuoro». Ne è convinto anche lo scrittore Marcello Fois che ha salutato la platea dicendo: «Ha vinto il fatto che è l’altra generazione che ci dice oggi come dobbiamo pensare il futuro di questa città».
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