Festa di compleanno in Antartide con porcetto e malloreddos
Marco Buttu, il ricercatore di Gavoi in missione sulla Concordia Station, rivela come ha festeggiato tra i ghiacci del Polo sud
GAVOI. L’aveva detto nelle numerose interviste che hanno preceduto la sua partenza per l’Antartide: a causa della bassissima connessione internet non avrebbe potuto aggiornare periodicamente sulle sue condizioni. A circa venti giorni dalla sua partenza, l’ingegnere di Gavoi Marco Buttu che si trova sulla Concordia Station per un progetto di ricerca, ha scritto un messaggio per tutti gli amici della sua pagina facebook.
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L’ha fatto nel giorno del suo compleanno, l’11 dicembre, dalla tastiera di un pc della stazione italofrancese dove dovrà passare 13 mesi con altri 12 colleghi.
«Spero stiate tutti bene. Per me oggi sarà un compleanno particolare, il primo lontano dalla mia amata isola – ha esordito –. L’anno scorso lo trascorsi in compagnia di mia moglie, in modo semplice come piace a me: una lunga nuotata nel mare di Chia, l’intera spiaggia per noi. Quest’anno tutt’altra storia, mi sento più vicino al resto dell’Universo che alla Terra. È impressionante, ovunque mi giri una immensa piatta distesa bianca mi separa dall’orizzonte, il sole 24 ore su 24, temperature sui -35, -40 gradi, nessuna forma di vita attorno a me, se non i restanti esseri umani che popolano Concordia Station. Ecco perché questo posto viene chiamato “White Mars”, ovvero Marte bianca. Ci sono dei momenti in cui mi sembra di vivere all’interno di un film di fantascienza».
«Non è semplice per il corpo umano ambientarsi – continua Buttu – ma nonostante ciò mi sento in forma e non posso chiedere di meglio. La stagione estiva è quasi a regime, siamo in 65, e con il grande chef Francesco Lubelli, originario di Cagliari, prepareremo una cena sarda per tutti. Appenderemo la bandiera dei 4 mori in cucina, e accompagnati dalla musica di un “dillaru” avremo il grande onore di far conoscere la Sardegna in questo angolo sperduto del pianeta. In questo modo mi sentirò un po’ meno lontano da casa».
La promessa è stata mantenuta: il pranzo è stato onorato con tutte le prelibatezze dell’isola sarda. Infatti tutto il gruppo di ricercatori e tecnici ha potuto gustare malloreddos, maialetti arrosto, amaretti, pardulas e per finire una torta a forma di Sardegna, decorata con i 4 mori e un chiaro riferimento alla sua Gavoi. Il neo quarantenne è stato salutato da una marea di messaggi di auguri da parte dei suoi conoscenti, ma anche di persone che si sono appassionate alla sua avventura a decine di migliaia di chilometri da casa. Una missione nata all’interno del Programma Nazionale di Ricerche in Antartide, messo a punto dal Cnr e dall’Enea dove Marco in particolare di occupa prevalentemente di ricerca astronomica. Il gruppo partito il 18 novembre scorso, viene anche monitorato dall’Agenzia Spaziale Europea.
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