cosa dicono le norme
Il caos normativo, fra veti e circolari
Inapplicate le disposizioni del ministro dell’Istruzione favorevole agli smartphone a lezione
2 MINUTI DI LETTURA
NUORO. A mettere la parola fine al dibattito “telefonino sì, telefonino no” a scuola è stata la ministra dell'Istruzione Valeria Fedeli che all'inizio del nuovo anno scolastico si è espressa favorevolmente sull'utilizzo dei dispositivi elettronici in classe. Mettendo in campo il 15 settembre persino una commissione per stabilire come usarli. Ma fino a quando il ministero dell'Istruzione non ufficializzerà il via libera, le istruzione da seguire in materia di telefonini a scuola sono contenute nella circolare “linee di indirizzo ed indicazioni in materia di utilizzo di telefoni cellulari e di altri dispositivi elettronici durante l’attività didattica, irrogazione di sanzioni disciplinari, dovere di vigilanza e di corresponsabilità dei genitori e dei docenti” che risale al 2007, a firma dell’allora ministro dell’Istruzione Giuseppe Fioroni. La circolare mette in evidenza l'assoluto divieto di utilizzo del cellulare e di altri dispositivi elettronici durante le ore di lezione perché, come si legge nella direttiva, «rappresentano un elemento di distrazione sia per chi lo usa che per i compagni, oltre che una grave mancanza di rispetto per il docente configurando, pertanto, un’infrazione disciplinare sanzionabile». La direttiva ministeriale mette ordine quindi sulle competenze, sui diritti e i doveri che non sono limitati solo ai dirigenti, docenti e personale Ata, ma anche alla famiglia, prima agenzia educativa, e agli stessi alunni, attraverso lo statuto dello studente.
Nel settembre del 2012, sulla stessa questione dell’uso degli smartphone in classe, interviene anche il Garante per la privacy attraverso il vademecum “La privacy a scuola. Dai tablet alla pagella elettronica. Le regole da ricordare”. Dove viene ribadito che: «L’uso di cellulari e smartphone è in genere consentito per fini strettamente personali, spetta comunque agli istituti scolastici decidere nella loro autonomia come regolamentare». Ricordando però che «Non si possono diffondere immagini, video o foto sul web se non con il consenso delle persone riprese». (s.v.)
Nel settembre del 2012, sulla stessa questione dell’uso degli smartphone in classe, interviene anche il Garante per la privacy attraverso il vademecum “La privacy a scuola. Dai tablet alla pagella elettronica. Le regole da ricordare”. Dove viene ribadito che: «L’uso di cellulari e smartphone è in genere consentito per fini strettamente personali, spetta comunque agli istituti scolastici decidere nella loro autonomia come regolamentare». Ricordando però che «Non si possono diffondere immagini, video o foto sul web se non con il consenso delle persone riprese». (s.v.)
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google