La Nuova Sardegna

Nuoro

«Senza l’acqua ci danneggiano tutti»

di Valeria Gianoglio
«Senza l’acqua ci danneggiano tutti»

La rabbia di albergatori e panificatori: «Stiamo pagando salato un servizio che non ci viene fornito come dovrebbe»

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NUORO. «L’acqua e le restrizioni serali? Non possiamo andare avanti così, perché pure le scorte delle autoclavi finiscono. Per non parlare, poi, del colore che l’acqua ha la mattina quando torna. I nostri clienti sono giustamente arrabbiati, e a tutti noi che lavoriamo nel settore alberghiero, questa faccenda sta creando grossi danni e ci sta costando di più anche come consumo elettrico, per via dell’autoclave. Stiamo pagando salato un servizio che non ci forniscono come dovrebbero, e non è giusto». È decisamente arrabbiata, Antonella Stocchino, dell’hotel Grillo. E con lei, lo sono anche diverse altre categorie di imprenditori, artigiani e titolari di attività commerciali che, insieme ai semplici cittadini di Nuoro e dintorni, ogni sera – se si esclude qualche rara eccezione – vedono l’acqua sparire dalla rete alle 19.

Tra gli arrabbiati e non poco, ci sono pure i panificatori che, si sa, lavorano per la grande parte nelle ore notturne e di prima mattina: proprio nelle ore nelle quali, da qualche settimana, non esce più della rete. «Da noi la situazione è drammatica – conferma, infatti, il presidente provinciale della categoria, Giampietro Secchi – per ovviare a queste restrizioni idriche serali e notturne stiamo facendo i salti mortali. Stiamo rischiando di non panificare, e con tutto il lavoro e i prodotti da forno che c’è da preparare da qui a Natale, si capisce che il danno sarebbe decisamente grosso. Perché tra noi è vero che c’è chi si è attrezzato con una scorta d’acqua da 20mila litri e oltre, ma c’è anche chi non aveva i mezzi per organizzarsi in questo senso. Ed è giusto pensare proprio a loro, a chi non può disporre di queste scorte. Il problema va risolto all’origine: chi ha deciso di svuotare i bacini idrici in primavera ha commesso un grosso errore. E ora ne stiamo pagando noi le conseguenze».

«A marzo scorso – spiega il direttore della Confcommercio provinciale, Gianluca Deriu – i vertici di Abbanoa, dopo aver svuotato alcuni bacini del Nuorese, rassicuravano che non ci sarebbero stati disagi per le popolazioni. Sono stati di parola: Siamo in piena emergenza idrica! I disagi non si contano per le imprese del territorio (e le famiglie). Per la prima volta nella storia, nel periodo natalizio, ristoranti, pubblici esercizi, panificatori, pasticcerie e tutte quelle attività che hanno una necessità importante dell’ormai prezioso fluido stanno facendo i conti con le restrizioni imposte da Abbanoa e dall’incapacità di questo ente di dare risposte sul piano del servizio agli utenti. Più preoccupati di mettere a posto i bilanci con i soldi pubblici, gli amministratori di Abbanoa ben poco si affannano a cercare soluzioni al problema che da settimane attanaglia il Nuorese con restrizioni sempre più severe nell’erogazione di acqua. Tutto questo nel periodo in cui la domanda di prodotti alimentari è maggiore più che in qualsiasi periodo dell’anno. Non è più tollerabile che si continui in questo modo, il silenzio di amministratori locali è preoccupante. O sono più preoccupati di come verranno assegnate le rappresentanze all’interno di Egas?».

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