La Nuova Sardegna

Nuoro

Un obbligo di chiarezza verso i cittadini

Dieci giorni fa la Nuova Sardegna ha cominciato a occuparsi dei redditi dei rappresentanti dei cittadini in consiglio comunale, dal sindaco ai 24 consiglieri passando per i 7 assessori, scoprendo che...

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Dieci giorni fa la Nuova Sardegna ha cominciato a occuparsi dei redditi dei rappresentanti dei cittadini in consiglio comunale, dal sindaco ai 24 consiglieri passando per i 7 assessori, scoprendo che in pochissimi, soprattutto nell’assemblea civica, erano in regola con le norme sulla trasparenza che impongono di presentare entro il 30 novembre di ogni anno la dichiarazione dei redditi. Da qualche giorno lo sono tutti.

Lo spunto era venuto dalla stessa amministrazione, che proprio in quei giorni aveva organizzato un convegno sul tema della trasparenza degli enti pubblici, in occasione delle giornate nazionali istituite perché venga meno quel muro che troppo spesso, e in particolare sino all’avvento di internet, ha caratterizzato il rapporto tra i cittadini e i rappresentanti delle istituzioni, dagli enti locali al parlamento. Ancora molto deve essere fatto verso questo obiettivo, perché per l’utente medio del web non è semplice districarsi tra link e pagine che rimandano ad altre pagine per capire, per esempio, quanto prende un commissario straordinario nominato alla guida di un ente. Con i Comuni è tutto più facile, ma neppure tanto, perché molti siti costringono a vagare a lungo prima di arrivare alla meta. Il sito del Comune di Nuoro, pur essendo un po’ antiquato e poco agile, lo consente rapidamente (se così non fosse invitiamo i lettori a segnalarcelo).

Ancora una considerazione sulla trasparenza dei redditi dell’assemblea civica. Non presentarli nei tempi dovuti non è affatto l’eccezione, i consiglieri nuoresi stiano pure tranquilli, perché a guardare nei siti degli altri Comuni si trovano dichiarazioni che risalgono a due, tre e più anni fa. In qualche caso neppure ci sono. Molti Comuni, specie i più piccoli, inoltre non hanno il personale per poter provvedere alla pubblicazione online. Ciò non toglie che dove è possibile sia doveroso farlo, aiuta a ricordarsi che si ricopre un incarico su mandato dei cittadini, e che se si è scelto di rappresentarli si ha un obbligo di trasparenza e di verità quantomeno nei loro confronti. (p.me.)

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