Dorgali, agnelli sardi alla conquista dei mercati spagnoli
di Nino Muggianu
Uno spiraglio per i 187 soci della Cooperativa pastori Il presidente Salis: «Nuovi progetti per superare la crisi»
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DORGALI. Andranno sui tavoli dei buongustai spagnoli gli agnelli che in questi giorni stanno conferendo i 187 soci della Cooperativa Dorgali Pastori. Un nuovo mercato che dopo una stagione disastrosa autorizza ad un lieve ottimismo assieme alla ripresa del prezzo del pecorino romano. Nella moderna struttura di via Fermi “diversificare” è da sempre la parola d’ordine. In programma diverse novità: grazie al Piano di sviluppo rurale saranno realizzate nuove celle frigo, un impianto di lavaggio per il risparmio dell’acqua e nuove caldaie a vapore. «Cerchiamo di modernizzare l’azienda con degli interventi mirati ad abbassare i costi di produzione e trasformazione grazie anche ad un impianto fotovoltaico che abbatte un po’ i costi dell’energia – dice il presidente Leonardo Salis – L’altra novità è che a breve faremo una produzione di seadas e casadinas, sarà un mini caseificio all’interno del caseificio insomma. Ci sarà anche un ampliamento dello spaccio dove sono già in vendita olio e miele di produzione dei soci. Ma anche salsicce e prosciutti dell’azienda Puddu di Oliena. Questo per dare risposte ai turisti che ci chiedono questi prodotti». Dopo un’annata pessima a causa del ritorno della lingua blu e della siccità gli agnelli saranno in meno ma, allo stesso tempo, si è aperto uno spiraglio per un nuovo mercato. «In Spagna – spiega Salis – vogliono l’agnello sardo Igp. Prima li importavano dalla Grecia ma il prodotto non era conforme alle loro esigenze. Adesso per noi si sta aprendo una nuova porta. Le caratteristiche dell’agnello sono che, al netto di coratelle e testa, il peso deve essere attorno ai 4 chili e mezzo; insomma agnelli interi che siano attorno ai 6 chilogrammi. C’era stata una richiesta dalla Spagna in passato ma adesso si tratta di qualcosa di ben più corposo. Per noi è una buona occasione per poter spuntare qualcosa in più sul prezzo in questa annata da dimenticare. Stiamo ancora dando il fieno e il mangime alle pecore». Mangimi i cui costi sono andati alle stelle. I giorni scorsi eravamo a Cagliari dove c’era un incontro con Coldiretti, per fare il punto sul prezzo del latte che viene conferito agli industriali. Speriamo in un prezzo migliore visto che il pecorino romano è già arrivato al prezzo di 7 euro e 20 centesimi. Vendendo il formaggio della scorsa annata si spera di ottenere un prezzo soddisfacente. Ci sarà latte in meno perchè le pecore non sono state preparate a dovere per fare una produzione come nel passato. Poi – aggiunge Salis – per non farci mancare nulla è arrivata la blue tongue e la rottamazione, il che significa che ci saranno dei capi in meno». Le uniche note positive sono dunque il buon prezzo del Romano e quello dell’agnello sempre più richiesto che ora fanno tirare un sospiro di sollievo agli allevatori il cui comparto è sempre più in ginocchio. «Il prezzo del latte che daremo ai nostri soci ? Cercheremo di avvicinarci il più possibile al prezzo spuntato lo scorso anno che era di 88 centesimi. Sarà difficile ma ci proveremo – giura Leonardo Salis – Il formaggio non è ancora venduto per cui i conti li faremo alla fine. Per il resto, speriamo che il mercato continui a tirare perché le prime notizie erano davvero sconfortanti». Il futuro è dei giovani. Una ventina sono entrati in cooperativa.
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