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Elezioni: il Pd fa tappa a Jerzu FI a Tortolì

JERZU. Che si sia entrati nella fase convulsa della campagna elettorale oramai è chiaro a tutti. E non è una caso se gli stati maggiori del Partito democratico e di Forza Italia abbiano iniziato a...

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JERZU. Che si sia entrati nella fase convulsa della campagna elettorale oramai è chiaro a tutti. E non è una caso se gli stati maggiori del Partito democratico e di Forza Italia abbiano iniziato a serrare i ranghi in vista della prossima scadenza, le politiche di questa primavera. La circostanza abbastanza singolare è che entrambi i partiti abbiano scelto l’Ogliastra per un sabato all’insegna del dibattito politico.

Il Pd si è trasferito in forze a Jerzu per una “giornata democratica” densa di interventi di parlamentari e consiglieri regionali, gli azzurri hanno fatto tappa a Tortolì dove al teatro San Francesco hanno inaugurato il percorso verso la scadenza con la presentazione dei responsabili territoriali. In entrambi i casi a fare gli onori di casa i massimi esponenti dei due partiti, il segretario democratico Giuseppe Luigi Cucca da una parte e il coordinatore forzista Ugo Cappellacci dall’altra. A Jerzu, per un consuntivo sull’operato della legislatura, con Cucca anche il consigliere regionale ogliastrino Franco Sabatini, il segretario ogliastrino Carlo Balloi, parlamentari e senatori. A teatro oltre anche il responsabile nazionale dei seniors di Forza Italia, il senatore Enrico Pianetta, il capogruppo azzurro in Consiglio regioanle Pietro Pittalis e il senatore Emilio Floris. Non sono mancati i riferimenti ai temi cari ai due schieramenti. Contro la proposta di legge sullo Ius soli gli azzurri a favore i dem. Divergenze di vedute su innumerevoli questioni quindi, dalla questione immigrazione alla zona franca integrale, almeno in questa fase. Cosa poi accadrà dopo il voto, complice una legge elettorale che non favorirebbe la stabilità di governo (almeno stando agli ultimi sondaggi che danno come favorito il terzo incomodo e cioè il Movimento 5 stelle) è difficile da immaginare. Anche se non è escluso che dopo il responso delle urne si potrebbe assistere a un capovolgimento di fronte. Il risultato, in mancanza di alleanze negli schieramenti di centrodestra e centrosinistra, potrebbe essere una governo di larghe intese. Con gli agguerriti avversari di oggi che diventano gli alleati di domani. (g.f.)

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