Rogo in capannone cinque autobetoniere distrutte dal fuoco
di Kety Sanna
Ingenti i danni per una coop di Galtellì con sede a Orosei Il sindaco Porcu: «Un dramma, dava lavoro a dieci famiglie»
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OROSEI. Sono ingenti i danni causati dal vasto incendio che poco dopo le 13 di ieri è divampato nel deposito di una cooperativa che produce calcestruzzi, in località “Zanzi” a pochi chilometri da Orosei. Prima delle esplosioni, poi una imponente colonna di fumo nero ha invaso tutta l’area allarmando i centri della Baronia.
Alte lingue di fuoco uscivano dal capannone dov’erano ricoverati cinque mezzi, autobetoniere parcheggiate poco prima dagli operai della ditta che avevano chiuso il turno di lavoro del sabato mattina. Si sarebbero rivisti lunedì, per iniziare una nuova settimana di attività.
L’allarme è stato immediato. Sul posto, lungo la statale 129, trasversale sarda che porta a Orosei, sono giunti i soci della cooperativa di Galtellì che hanno cercato in qualche modo di limitare i danni, in attesa dell’arrivo dei vigili del fuoco di Nuoro e Siniscola. Due squadre hanno lavorato per diverse ore per spegnere l’incendio che, in breve tempo, ha divorato i mezzi parcheggiati e compromesso la struttura del capannone. Non è stata ancora accertata la natura del rogo ma non è escluso che si sia trattato di autocombustione, proprio per via del fatto che ieri le autobetoniere erano state utilizzate nel corso della mattinata. Occorrerà però attendere la relazione tecnica dei vigili del fuoco per eliminare ogni dubbio. Intanto le attività di bonifica dell’area sono andate avanti fino a sera. In località “Zanzi” i carabinieri della stazione di Orosei e i colleghi di Galtellì che hanno sentito il presidente della cooperativa e i soci che, impotenti, hanno assistito all’attività di spegnimento delle fiamme che divoravano senza pietà i loro strumenti di lavoro.
«È un vero dramma – ha detto rattristato il sindaco di Galtellì, Giovanni Santo Porcu nel commentare il fatto – questa attività dava sostentamento a dieci famiglie del paese. Una realtà importante per la nostra comunità che si era ripresa dopo i danni subiti dall’alluvione del novembre 2013. Ora, a pochi giorni da Natale, una nuova mazzata per queste famiglie che dovranno, con enormi sacrifici, rimboccarsi ancora una volta le maniche e ripartire». (ha collaborato Nino Muggianu)
Alte lingue di fuoco uscivano dal capannone dov’erano ricoverati cinque mezzi, autobetoniere parcheggiate poco prima dagli operai della ditta che avevano chiuso il turno di lavoro del sabato mattina. Si sarebbero rivisti lunedì, per iniziare una nuova settimana di attività.
L’allarme è stato immediato. Sul posto, lungo la statale 129, trasversale sarda che porta a Orosei, sono giunti i soci della cooperativa di Galtellì che hanno cercato in qualche modo di limitare i danni, in attesa dell’arrivo dei vigili del fuoco di Nuoro e Siniscola. Due squadre hanno lavorato per diverse ore per spegnere l’incendio che, in breve tempo, ha divorato i mezzi parcheggiati e compromesso la struttura del capannone. Non è stata ancora accertata la natura del rogo ma non è escluso che si sia trattato di autocombustione, proprio per via del fatto che ieri le autobetoniere erano state utilizzate nel corso della mattinata. Occorrerà però attendere la relazione tecnica dei vigili del fuoco per eliminare ogni dubbio. Intanto le attività di bonifica dell’area sono andate avanti fino a sera. In località “Zanzi” i carabinieri della stazione di Orosei e i colleghi di Galtellì che hanno sentito il presidente della cooperativa e i soci che, impotenti, hanno assistito all’attività di spegnimento delle fiamme che divoravano senza pietà i loro strumenti di lavoro.
«È un vero dramma – ha detto rattristato il sindaco di Galtellì, Giovanni Santo Porcu nel commentare il fatto – questa attività dava sostentamento a dieci famiglie del paese. Una realtà importante per la nostra comunità che si era ripresa dopo i danni subiti dall’alluvione del novembre 2013. Ora, a pochi giorni da Natale, una nuova mazzata per queste famiglie che dovranno, con enormi sacrifici, rimboccarsi ancora una volta le maniche e ripartire». (ha collaborato Nino Muggianu)
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