Protezione civile e aerospaziale nel futuro del poligono di Quirra
di Giusy Ferreli
Con la firma dell’intesa Stato-Regione la base di Perdas ospiterà attività civili in settori all’avanguardia Il sindaco: «Ora attendiamo che il governo concretizzi gli impegni sottoscritti sul futuro delle servitù»
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PERDASDEFOGU. Il Poligono sperimentale interforze del salto di Quirra da vasto teatro di esercitazioni militari, sperimentazioni missilistiche e brillamenti a sede di Scuola di protezione civile e del Distretto Aerospaziale. Nell’occhio del ciclone mediatico e giudiziario per la famigerata Sindrome di Quirra, il Pisq cambierà volto.
Lo ha sancito la nuova intesa Stato- Regione sulle servitù militari siglata lunedì a Roma alla presenza del ministro della Difesa, Roberta Pinotti, del governatore, Francesco Pigliaru, e dei sindaci dei comuni isolani che hanno ceduto importanti porzioni del loro territorio in none della difesa nazioanle. Nel documento, frutto di un tavolo di concertazione inaugurato nel gennaio del 2015, hanno fatto la loro comparsa nuove attività di ricerca e sperimentazione a sostegno del settore aerospaziale e nel training dei droni. Realtà che dovranno avvalersi delle collaborazioni con il Ministero della difesa e di altri dicasteri (Mise e Miur), la Regione. Lo Stato si è impegnato a individuare le risorse statali per finanziare queste attività di ricerca e sviluppo. «Sono processi lunghi che necessitano di risorse e partnership, a fronte di interventi più immediati come l’apertura al pubblico durante l’estate della spiaggia di Murtas e l’istituzione di osservatori ambientali indipendenti» commenta il sindaco di Perdasdefogu, Mariano Carta. La nascita di un osservatorio dovrebbe dare risposte ai timori di chi vede nella base militare un pesantissimo fattore di inquinamento ambientale. Il primo cittadino del comune ogliastrino che ospita il comando della base militare di oltre 13mila ettari a cavallo tra i territori del Sarrabus e dell’ Ogliastra mette l’accento, senza sbilanciarsi troppo, sui possibili risvolti per il territorio. «Si tratta di un primo passo verso prospettive future, la piena soddisfazione ci sarà quando vedremo realizzate le cose» commenta il primo cittadino foghesino che aggiunge: «si tratta in ogni caso di un passaggio cruciale, in grado di sminare molte delle questioni relative a Quirra e ancora aperte». Le problematiche non mancano, tant’è che ancora si attendono gli indennizzi relativi al 2010-2014.
Lo ha sancito la nuova intesa Stato- Regione sulle servitù militari siglata lunedì a Roma alla presenza del ministro della Difesa, Roberta Pinotti, del governatore, Francesco Pigliaru, e dei sindaci dei comuni isolani che hanno ceduto importanti porzioni del loro territorio in none della difesa nazioanle. Nel documento, frutto di un tavolo di concertazione inaugurato nel gennaio del 2015, hanno fatto la loro comparsa nuove attività di ricerca e sperimentazione a sostegno del settore aerospaziale e nel training dei droni. Realtà che dovranno avvalersi delle collaborazioni con il Ministero della difesa e di altri dicasteri (Mise e Miur), la Regione. Lo Stato si è impegnato a individuare le risorse statali per finanziare queste attività di ricerca e sviluppo. «Sono processi lunghi che necessitano di risorse e partnership, a fronte di interventi più immediati come l’apertura al pubblico durante l’estate della spiaggia di Murtas e l’istituzione di osservatori ambientali indipendenti» commenta il sindaco di Perdasdefogu, Mariano Carta. La nascita di un osservatorio dovrebbe dare risposte ai timori di chi vede nella base militare un pesantissimo fattore di inquinamento ambientale. Il primo cittadino del comune ogliastrino che ospita il comando della base militare di oltre 13mila ettari a cavallo tra i territori del Sarrabus e dell’ Ogliastra mette l’accento, senza sbilanciarsi troppo, sui possibili risvolti per il territorio. «Si tratta di un primo passo verso prospettive future, la piena soddisfazione ci sarà quando vedremo realizzate le cose» commenta il primo cittadino foghesino che aggiunge: «si tratta in ogni caso di un passaggio cruciale, in grado di sminare molte delle questioni relative a Quirra e ancora aperte». Le problematiche non mancano, tant’è che ancora si attendono gli indennizzi relativi al 2010-2014.
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