Porto, rischiano lo sfratto cinque società di noleggio
di Lamberto Cugudda
Arbatax, oggi la riunione decisiva tra Comune, Consorzio e ufficio marittimo All’origine di tutto la mancanza di parcheggi all’esterno della marina Turismar
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ARBATAX. Questa sera, al termine della riunione fra gli amministratori comunali, il Consorzio industriale provinciale Ogliastra e il comandante dell’Ufficio circondariale marittimo di Arbatax, tenente di vascello Antonello Fava, si saprà se si sarà riusciti a evitare l’annunciato “sfratto” di cinque società che fanno base nel porto turistico Turismar di Arbatax, e che noleggiano gommoni e altri natanti, organizzando anche minicrociere nel Golfo di Orosei. Il tutto a causa mancanza di aree di parcheggio all’esterno della Marina Turismar, e del ritiro dei rifiuti. Le cinque società di noleggio, soprattutto da aprile ad almeno metà ottobre danno lavoro a una cinquantina di persone. «Conosciamo bene le problematiche legate alla mancanza di spazi esterni per i parcheggi dei clienti delle cinque società e anche della Marina Turismar – ha detto ieri il sindaco di Tortolì-Arbatax, Massimo Cannas – visto che nella zona della darsena cantieristica, da fine aprile a ottobre inoltrato si registra, quotidianamente, una marea di persone. Come Comune, abbiamo già effettuato degli interventi su delega della Regione e siamo pronti a fare di tutto per evitare lo “sfratto” delle cinque società». In ogni caso, l’ente direttamente interessato è il Consorzio industriale. «A fine settembre – spiega Franco Ammendola, direttore della Turismar che gestisce la Marina di Arbatax – a causa dei problemi nei parcheggi esterni e per le difficoltà nel ritiro dei rifiuti, ho inviato delle raccomandante alle cinque società invitandole a cercare un’ altra sede entro l’ultimo giorno dell’anno in corso. Mi auguro che dalla riunione in programma giovedì sera possano emergere novità positive». Le cinque società locali che hanno ricevuto l’avviso di “sfratto” la Navy Star, Flamar vacanze, Velamare, d Marea e dOgliastra crociere. Franco Ammendola, anche ieri ha ribadito cosa sta alla base, della sofferta decisione. Ricorda i mille problemi vissuti «sia per la mancanza di parcheggi esterni nella zona della darsena cantieristica, dove tra l’altro transitano anche i mezzi che trasportano natanti di grandi dimensioni e tonnellaggio diretti ai travel lift per i vari e gli alaggi, e sia le difficoltà nel fare ritirare i rifiuti lasciati dai clienti». Ma c’è di più. «La confinante grande banchina portuale (denominata dell’Intermare, in relazione al grande cantiere operativo Saipem ndr)– ha rimarcato – che potrebbe garantire ampi spazi, è sempre chiusa. E questo nonostante nel cantiere metalmeccanico della Saipem non vi siano in corso, oramai da tanto tempo, grandi lavorazioni non ve ne siano. E purtroppo non ne sono neanche previste».
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