Una lìtera a sos tres res premia sessanta bambini
La 26ª edizione del concorso in sardo bandito dalla casa editrice Papiros Il prossimo 6 gennaio si terrà la cerimonia di consegna nella chiesa del Rosario
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NUORO. Tutto pronto per la cerimonia di premiazione del concorso Iscrie una lìtera a sos tres res. L’edizione 2018 segna il traguardo del 26° anno di vita di uno dei concorsi in sardo più atteso dal mondo della scuola e dai bambini in particolare. Nel corso del tempo, non a caso, sono ben 13.500 gli alunni che hanno mandato una letterina a Gaspare, Melchiorre, Baldassarre. I tre re magi che si ritroveranno a Nuoro il prossimo 6 gennaio, sabato, ancora una volta nella chiesa di Nostra Signora del Rosario, nel rione storico di San Pietro, «gràtzias a don Giuanne Maria Chessa chi at postu a disponimentu sa crèsia».
«A pustis de sa Missa (pro chie cheret), a sas 10, a sas 11.30 sos organizadores ant a premiare sas mègius 60 lìteras e alunnos de sas iscolas elementares sardas. Ant a èssere presentes sos iscolanos, sos maistros e familiares» spiega Diegu Corràine, direttore editoriale della Papiros, la casa editrice nuorese specializzata nella pubblicazione di libri in sardo soprattutto per ragazzi che ogni anno mette in piedi il concorso Iscrie una lìtera a sos tres res. «Sos premiados ant a retzire su libru chi pùblicat sas lìteras de s’editzione 2018 e unu giogu a incastros chi rapresentat sos Tres res 2018, pintadu apositamente dae Pia Valentinis. Su libru at a èssere donadu finas a sos presentes» va avanti Corràine. Per l’occasione, dunque, sarà presentato e dato in omaggio il libretto delle 60 lettere premiate, nonché, solo ai 60 vincitori, un puzzle da 100 pezzi. Libro e puzzle saranno illustrati da un’immagine appositamente realizzata, come sempre, dalla nota artista Pia Valentinis.
Il libro, in particolare, è un utilissimo strumento per studiare l’evoluzione del sardo. Per questo motivo, un grande linguista tedesco come Heinz Jurgen Wolf aspettava ogni anno la raccolta delle lettere inviate a sos Tres res.
Bandito ai primi dello scorso novembre, il concorso ha tenuto aperti i termini di partecipazione fino al 2 dicembre. Diversamente dalle precedenti edizioni, in cui chiedevano il patrocinio di un Comune della Sardegna, anche quest’anno gli organizzatori hanno preferito chiedere l’aiuto finanziario dei ragazzi premiati in altre edizioni (ormai adulti), di appassionati della festa dei Tres res, di cultori e studiosi di lingua sarda, di insegnanti, familiari degli alunni delle scuole elementari sarde. «Si è preferita, perciò, la formula del “chiedere poco a molti, anziché molto a pochi o a uno soltanto”» spiega ancora Diegu Corràine. Sono così arrivati via web i contributi di Donatello Cherchi, Pino Gali, Toninu Bassu, Maria Gabriella Cugudda, Franca, Ignazia, Graziella e Anna Piras, Mariangela Mameli e Bachis Porru, Gianfranco Pinna, Gigi Sanna, Franco Marcello, Giuanneluisu Stochino, L’Altra cultura soc. coop., Antonio Marchi, Crara Farina, Diegu Corràine, Juvanne Antoni Delogu, Domenico Fumagalli, Mariolina Mannia, Giuseppe Fadda, Gianni Pisanu, Diego Salvatore C. e di qualche anonimo. (l.p)
«A pustis de sa Missa (pro chie cheret), a sas 10, a sas 11.30 sos organizadores ant a premiare sas mègius 60 lìteras e alunnos de sas iscolas elementares sardas. Ant a èssere presentes sos iscolanos, sos maistros e familiares» spiega Diegu Corràine, direttore editoriale della Papiros, la casa editrice nuorese specializzata nella pubblicazione di libri in sardo soprattutto per ragazzi che ogni anno mette in piedi il concorso Iscrie una lìtera a sos tres res. «Sos premiados ant a retzire su libru chi pùblicat sas lìteras de s’editzione 2018 e unu giogu a incastros chi rapresentat sos Tres res 2018, pintadu apositamente dae Pia Valentinis. Su libru at a èssere donadu finas a sos presentes» va avanti Corràine. Per l’occasione, dunque, sarà presentato e dato in omaggio il libretto delle 60 lettere premiate, nonché, solo ai 60 vincitori, un puzzle da 100 pezzi. Libro e puzzle saranno illustrati da un’immagine appositamente realizzata, come sempre, dalla nota artista Pia Valentinis.
Il libro, in particolare, è un utilissimo strumento per studiare l’evoluzione del sardo. Per questo motivo, un grande linguista tedesco come Heinz Jurgen Wolf aspettava ogni anno la raccolta delle lettere inviate a sos Tres res.
Bandito ai primi dello scorso novembre, il concorso ha tenuto aperti i termini di partecipazione fino al 2 dicembre. Diversamente dalle precedenti edizioni, in cui chiedevano il patrocinio di un Comune della Sardegna, anche quest’anno gli organizzatori hanno preferito chiedere l’aiuto finanziario dei ragazzi premiati in altre edizioni (ormai adulti), di appassionati della festa dei Tres res, di cultori e studiosi di lingua sarda, di insegnanti, familiari degli alunni delle scuole elementari sarde. «Si è preferita, perciò, la formula del “chiedere poco a molti, anziché molto a pochi o a uno soltanto”» spiega ancora Diegu Corràine. Sono così arrivati via web i contributi di Donatello Cherchi, Pino Gali, Toninu Bassu, Maria Gabriella Cugudda, Franca, Ignazia, Graziella e Anna Piras, Mariangela Mameli e Bachis Porru, Gianfranco Pinna, Gigi Sanna, Franco Marcello, Giuanneluisu Stochino, L’Altra cultura soc. coop., Antonio Marchi, Crara Farina, Diegu Corràine, Juvanne Antoni Delogu, Domenico Fumagalli, Mariolina Mannia, Giuseppe Fadda, Gianni Pisanu, Diego Salvatore C. e di qualche anonimo. (l.p)
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