La Nuova Sardegna

Nuoro

Ospedale, protesta dei dializzati «Costretti a restare al freddo»

di Michela Columbu
Ospedale, protesta dei dializzati «Costretti a restare al freddo»

La denuncia di una settantina di pazienti da tempo in cura nel reparto di Nefrologia del San Francesco «Dall’inizio dell’inverno siamo costretti a fare la terapia con i termosifoni della sala appena tiepidi»

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NUORO. Terapia al freddo per circa 70 dializzati della provincia di Nuoro che per tre volte alla settimana si recano nel nosocomio del capoluogo per sottoporsi alle sedute. La denuncia arriva direttamente dai pazienti, stanchi del fatto «che i termosifoni siano appena tiepidi», spiegano Antonio Daga, Nicolina Fenudi, Armando Lugliè, Francesca Doddo e Giorgina Cineddu, e non consentano all’ambiente di raggiungere quella temperatura ideale a sopportare dalle 3 alle 4 ore di lettino, in attesa che le macchine facciano il loro lavoro.

«È così dall'inizio dell'inverno, ed è la prima volta da quando sono costretto a sottopormi alla terapia – spiega il signor Antonio Daga, dializzato ollolaese che si reca al san Francesco di Nuoro ormai da 6 anni -, alla fine della seduta abbiamo i brividi di freddo, perché sfido chiunque a stare sdraiati per tutte quelle ore con quella temperatura. Non bastano nemmeno le coperte del reparto, abbastanza vecchie e usurate, che ci da il personale. Anche loro sono costretti a muoversi con pesanti giacche per poter lavorare. Inoltre ci portiamo le coperte da casa per cercare di attenuare questa situazione che sta diventando insostenibile e considerata la nostra condizione fisica siamo esposti maggiormente a qualsiasi tipo di malanno. Abbiamo fatto presente a più riprese questa situazione al personale che lavora in reparto, ma fino ad ora non c'è stato alcun intervento, con il risultato che ci alziamo dal lettino per avviarci a casa con i brividi». Lavora a pieni ritmi il reparto di nefrologia di Nuoro. Ospita settimanalmente quattro turni di dializzati che vanno dalle 16 alle 18 persone. Un servizio fondamentale per la salute dei numerosi pazienti della provincia che sono costretti a ricorrere all'aiuto delle macchine per sopperire alle disfunzioni renali. A indicare quali debbano essere le caratteristiche tecniche dei locali utilizzati per la dialisi non c'è però una normativa nazionale di riferimento.

Lo sottolinea l’associazione “Malati di Rene onlus” che sul proprio sito indica come sia fondamentale il benessere termico degli individui sottoposti a terapia. Senza addentrarci nei dettagli tecnici su come debbano essere regolate temperatura, ventilazione e umidità della sale, è importante invece rimarcare che il benessere psicofisico di queste persone dipende dalla anche dalla qualità dell'accoglienza. Fattore questo che al San Francesco non sembra essere curato nemmeno all'esterno dei locali, dove i parcheggi riservati alle persone in emodialisi "sono costantemente occupati da chi non ha diritto – rimarcano gli interessati – Questo rispetto al riscaldamento è poca cosa, ma speriamo che si intervenga al più presto su entrambi i problemi».

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