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Nuoro

Lingua blu, ritorna il virus tre nuovi casi in Baronia

di Sergio Secci
Lingua blu, ritorna il virus tre nuovi casi in Baronia

Posada, gli allevamenti colpiti sono stati segnalati al servizio veterinario dell’Assl Attivato il protocollo di emergenza con il sequestro cautelativo delle greggi

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POSADA. Nuovi casi di febbre catarrale in tre allevamenti ovini nella campagne di Posada. I controlli hanno permesso infatti di scoprire i focolai di blue tongue, come viene denominata l’epidemia che colpisce i ruminanti. I siti aziendali, sono stati segnalati dal servizio veterinario dell’Azienda socio sanitaria locale di Nuoro al comune che ha già emesso l’ordinanza di divieto di movimentazione degli animali infettati.

Attivato quindi di conseguenza anche il protocollo di emergenza, che prevede il sequestro cautelativo degli allevamenti per evitare la trasmissione della malattia infettiva.

Si tratta di una recrudescenza della malattia che era gia stata segnalata nel mese di settembre a Posada dove si erano contati quarantuno casi sospetti e due accertati in quattro diversi allevamenti mentre, a Torpè la blue tongue, aveva colpito le pecore di sette allevatori del posto. L’infezione, provocata dal moscerino culicoides che aveva decimato gli allevamenti nei primi anni del duemila, è tenuta sotto controllo grazie alle vaccinazioni che avevano permesso di limitare i danni. La campagna di prevenzione, è infatti obbligatoria per combattere la blue tongue e le misure per il benessere animale prevedono che debbano essere messe in atto da parte degli allevatori quelle misure per evitare il diffondersi della malattia, come il ricovero notturno al chiuso del bestiame. Occorre anche tenere l’azienda pulita ed evitare per quanto possibile il ristagno delle acque dove si sviluppano le larve della zanzara. C’è da tener presente poi che tutti gli allevatori baroniesi, hanno preso coscienza del fatto che occorre vaccinare, chi non vi adempie non ha diritto alla premialità e quindi non farlo, è sicuramente controproducente. A Posada, gli allevamenti in cui è stata riscontrata la positività a dicembre, si trovano nelle campagne di Monte Longu, Santa Caterina e Sos Fossos.

Per tutti gli allevatori vige l’obbligo di trattare gli animali e i locali aziendali con insetticidi, divieto di spostare dall’azienda gli animali censiti e di trasportare all’esterno foraggi, attrezzi e altro materiale atto a propagare la malattia. Gli animali morti, dovranno infine essere distrutti.

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