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Nuoro

Ottana, l’ex sindaco: «Dopo gli attentati, vane le visite dei ministri»

di Federico Sedda
Ottana, l’ex sindaco: «Dopo gli attentati, vane le visite dei ministri»

Gian Paolo Marras era stato vittima di intimidazioni nel 2010 «Gli amministratori sono sempre più soli e abbandonati» 

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OTTANA. Lui, purtroppo, di attentati agli amministratori se ne intende. Si, perché la notte del 24 settembre del 2010 la sua camera da letto, dove dormiva con la moglie e i due figli, venne investita da una pioggia di pallettoni, che dopo avere sfondato la finestra, sfiorarono la culla dove dormiva il bimbo. Una decina di minuti prima, una bomba ad alto potenziale aveva devastato la sede dell’Eiss, un ente che si occupa di servizi sociali, che si trova in via Libertà, a pochi passi dal municipio. Una notte terribile per Ottana e, soprattutto, per lui, Gian Paolo Marras, allora sindaco del paese da appena tre mesi. Una notte che lui e la sua famiglia non potranno mai dimenticare. «Un incubo – ricorda l’ex sindaco che, dopo l’attentato si dimise. Un mese dopo ritirò le dimissioni portando a termine il mandato elettorale.

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Ma Gian Palo Marras, che dopo quella notte fu costretto a vivere sotto scorta, non si ricandidò. Un fenomeno, quello degli attentati agli amministratori, che in Sardegna è sempre attuale. L’ultimo, ma solo in ordine di tempo, è quello subito dal sindaco di Osini, Tito Loi, al quale è stato distrutto il frutteto di famiglia. Qualche giorno prima erano finiti nel mirino dei malviventi il primo cittadino di Iglesias e il dirigente dell'ufficio tecnico del comune di Ittiri. Un crescendo di attentati che ha portato il presidente della Regione, Francesco Pigliaru, ad annunciare per i prossimi giorni la visita nell’isola del ministro dell’Interno, Marco Minniti.

«Un copione già visto – commenta Gian Paolo Marras, 47 anni – che, ancora una volta, si rivelerà inutile». All’indomani dell’attentato contro di lui, venne in Sardegna l’allora ministro degli Interni, Roberto Maroni.

«Venne a Cagliari – ricorda l’ex sindaco di Ottana – ma io mi rifiutai di incontrarlo nelle stanze ovattate del capoluogo sardo perché avrei preferito che fosse venuto qui, a Ottana, per constatare di persona il malessere sociale e l’abbandono del territorio da parte delle istituzioni». Il botta e risposta a distanza tra Maroni e Gian Paolo Marras evidenziò il clima di isolamento e di paura degli amministratori delle zone interne. «Se il sindaco di Ottana non vuole incontrarmi – commentò Maroni con ironia – vuol dire che ha altro da fare». Pronta la replica del sindaco. «Si – rispose Gian Paolo Marras – sono impegnato a difendere la mia famiglia».

La frattura tra i due venne ricomposta in un successivo incontro a Oristano. «Oggi – osserva l’ex sindaco – non è cambiato nulla. Gli amministratori locali sono sempre più soli e abbandonati dalle istituzioni. Ha ragione il presidente dell’Anci Sardegna, Emiliano Deiana, quando dice che intorno alla figura dell’amministratore comunale si sta creando un vuoto istituzionale che lo rende facilmente attaccabile come unico responsabile, in quanto il più vicino ai cittadini, dello sfascio e della crisi economica. Anche otto anni fa era così. Fa bene Deiana – prosegue Marras – ad essere disincantato dalle visite dei ministri dopo gli attentati: sono inutili perché servono solo a ripetere cose già sentite mille volte. Il tema mai affrontato, invece, è un altro. I nostri paesi sono in forte tensione da anni proprio a causa delle scelte fatte dallo Stato in termini di tagli dei servizi, della scuola, delle risorse finanziarie e per la mancata programmazione dei territori che ormai vanno verso il sottosviluppo economico e la disoccupazione. Fa bene l’Anci a tenere una posizione netta – conclude Gian Paolo Marras – altrimenti saremo costretti alla resa». Dal 2010, insomma, secondo l’ex primo cittadino di Ottana, non è cambiato nulla: i sindaci sono sempre soli e in trincea.
 

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