Addio a Luca, morto di meningite Il parroco: arrivederci in paradiso
di Lamberto Cugudda
Tortolì, una grande folla ha accompagnato la salma del giovane stroncato dal terribile batterio Al termine della messa, il messaggio del fratellino: «Ci mancheranno il tuo sorriso e la voglia di vivere»
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TORTOLÌ. Alle 17.20 di ieri, mentre si concludeva li funerale di Luca Pisano, la direzione Ats Assl ha smentito «le voci che stanno circolando in merito a un presunto ricovero per sospetta meningite nell’ospedale Nostra Signora della Mercede». Ribadendo ancora una volta «che la situazione è sotto attento controllo». E sono state migliaia, le persone che hanno voluto dare l’ultimo saluto allo studente di 19 anni. Il rito funebre si è tenuto nella chiesa di san Giorgio. Diverse attività commerciali di Tortolì hanno abbassato le serrande durante la durata dello stesso rito, sistemando un cartello con la scritta “Ciao Luca”. La bara color noce, con un grande cuscino di rose bianche, non appena giunta vicino al sagrato, è stata portata a spalle dagli amici. La messa è stata concelebrata dal parroco di Stella Maris, don Piergiorgio Pisu, e dal vicario della diocesi Ogliastra, don Giorgio Cabras, che per 20 anni ha guidato la stessa parrocchia, battezzando Luca (che il 6 maggio avrebbe compiuto 20 anni) il 20 settembre 98, seguendolo anche per la prima comunione (27 maggio 2007) e la cresima (16 settembre 2012). Tutte date ricordate, come “bei momenti” da don Pisu nell’omelia, che dopo avere evidenziato la figura gioiosa del giovane morto ha concluso: «A te, Luca, diciamo arrivederci in paradiso» Nei primi banchi, Christian, fratellino di Luca, è parso fare forza ai genitori. E al termine, ha anche letto un messaggio, ricordando Luca come «il fratello migliore del mondo, che ora lascia un vuoto incolmabile, e ci mancherà il tuo sorriso e la tua voglia di vivere». Anche l’insegnante di religione di Luca, Clara Concas, ha letto un messaggio a nome di tutta la classe: «Ciao Luca, ti diciamo ciao e non addio, perché tu non eri nostro amico, ma lo sei, e nessuno può strapparti dai nostri cuori perché ti vogliamo bene». Toccante anche l’intervento di don Cabras, di cui Luca era stato chierichetto.
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