confronto alla “satta”
La rivoluzione trasporti comincia dal basso
di Francesco Pirisi
NUORO. Un sistema suddiviso in tre bacini di traffico, il potenziamento dei servizi soprattutto nelle aree periferiche e la tutela delle aziende esistenti. Sono le richieste della provincia all’assess...
2 MINUTI DI LETTURA
NUORO. Un sistema suddiviso in tre bacini di traffico, il potenziamento dei servizi soprattutto nelle aree periferiche e la tutela delle aziende esistenti. Sono le richieste della provincia all’assessore della Regione Carlo Careddu, ieri a Nuoro per presentare le linee guida per la legge sul trasporto locale. Disciplina che dovrà essere varata entro il dicembre 2019, così da mettersi in ordine con il regolamento comunitario del 2007 e la legge nazionale che l’ha recepito. In città una delle tappe del tour isolano di Careddu, accompagnato dall’esperto legale Pietro Nisi e dall’ingegnere Marco Foti, in rappresentanza degli “advisor” (i consulenti) ai quali la Regione ha delegato la realizzazione del piano. Nella sala molti degli interessati alla riforma, dai sindacalisti delle confederazioni, ai responsabili delle società di trasporto, insieme ad alcuni sindaci, tra i quali il padrone di casa Andrea Soddu. Così da consentire quella realizzazione dal basso, ricordata in avvio dell’incontro dall’assessore della giunta Pigliaru: «Le riunioni nel territorio servono per conoscere le situazioni locali e capire le esigenze. Le proposte saranno inserite nella bozza del piano che tornerà nei territori prima dell’approvazione». Il primo passo è la definizione dei cosiddetti bacini, chiamati a governare le attività di trasporto, dalla definizione delle linee di traffico all’affidamento delle linee stessai vettori. Le ipotesi presentate dagli “advisor” mettono dentro un unico, grande, contenitore regionale, oppure la soluzione di due o ancora di tre comparti, questi ultimi corrispondenti al nord, centro e sud dell’isola. Ognuno diviso al proprio interno su lotti di affidamento. E con a capo un ente gestore, costituito dai comuni del territorio, ma nel quale, ha spiegato Nisi, «non verrà meno il ruolo della Regione, sia per la garanzia dei finanziamenti, sia per sostenere con le proprie competenze gli enti stessi». Perché alla base del tutto vi è il criterio della sussidiarietà, ha aggiunto l’ingegnere Foti, «ossia che sia l’ente più vicino alla comunità ad assicurare i servizi minimi, prima che entrino in gioco gli altri soggetti istituzionali». Da qui l’appello di Carlo Careddu alle aziende private, a «partecipare e farsi trovare pronte alla scadenza del dicembre del prossimo anno». L’ambizione è quella di una mezza rivoluzione. A partire dall’aumento degli spostamenti con i mezzi pubblici, fermi in Sardegna al 12 per cento del totale. Le esigenze, messe in rilievo dalla sindaca di Fonni, Daniela Falconi, sono di «potenziare i servizi per i pendolari, a iniziare dagli studenti, sia i mezzi disponibili per i flussi turistici». Mentre Gian Piero Zolo, amministratore comunale a Silanus, ha posto in rilievo l’elemento dell’interconnessione tra i sistemi di trasporto e poi tra i futuri bacini.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google
