La Nuova Sardegna

Nuoro

Omicidio Sella, la difesa chiede una perizia

Alla prima udienza in appello gli avvocati di Gungui presentano una richiesta per riaprire l’istruttoria

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NUORO. Centoquaranta pagine di relazione introduttiva, cinque ore per leggerla, passo per passo, in udienza, e appena cinque minuti di pausa per riprendere fiato: è stato un avvio piuttosto intenso e denso, quello di ieri, al processo in corte d’assise d’appello a Sassari, per l’omicidio di Danilo Sella, il giovane di Mamoiada ucciso con un colpo di fucile il 18 settembre del 2008 nelle campagne del paese. Per la sua morte è finito a processo, ed è stato condannato in primo grado a 18 anni con il rito abbreviato, il suo amico, Marcello Gungui. Ma gli avvocati Gianluigi Mastio e Basilio Brodu, difensori di Gungui, sin dal processo di primo grado, hanno da sempre sostenuto l’assoluta estraneità dell’imputato all’omicidio.

E ieri, davanti alla corte d’assise d’appello di Sassari, presieduta da Mariano Brianda, i difensori hanno calato una nuova carta che potrebbe rivelarsi preziosa per Gungui: hanno chiesto ai giudici di riaprire l’istruttoria per poter disporre una perizia. La perizia che gli avvocati di Gungui hanno chiesto riguarda una cartuccia bianca, inesplosa, che era stata trovata vicino al cadavere di Danilo Sella. In quella pallottola, secondo la difesa, ci potrebbero essere tracce di Dna che inchioderebbero il vero killer del giovane di Mamoiada, e potrebbero scagionare Gungui.

È stato lo stesso imputato, attraverso un atto formale depositato la sera prima dell’udienza, ad annunciare ai giudici di essere pronto a sottoporsi all’esame del Dna, nella speranza che poi questo Dna possa essere confrontato con l’eventuale traccia biologica recuperata dalla cartuccia inesplosa. Il fratello di Danilo Sella, Albino, ai carabinieri, aveva riferito che era stato lui, a dare quella cartuccia bianca, marca Fiocchi, a Marcello Gungui un mesetto circa prima della morte di Danilo. Ma la difesa, sin dall’inizio, attraverso un suo consulente aveva ribattuto che di quelle cartucce, in realtà, ce n’erano migliaia, sparse per l’isola. E ieri, i difensori di Gungui, hanno chiesto dunque che la corte disponga una perizia su quella cartuccia inesplosa per accertare la presenza di eventuali tracce biologiche. Per il procuratore generale, Stefano Fiori, quella perizia sarebbe ininfluente. Alla prossima udienza, il 26 gennaio, la corte deciderà se accogliere questa richiesta. Se la dovesse rigettare, in quella stessa data potrebbe cominciare la discussione e potrebbe parlare il pg. L’8 febbraio, invece, potrebbero parlare i difensori di parte civile per la mamma di Danilo Sella: gli avvocati Francesco Lai e Sebastian Cocco. Il giorno dopo, invece, sarebbe il turno dei difensori di Gungui. (v.g.)



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