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Fine del “caso reliquati” di Sas Linnas Siccas: tutti assolti

Fine del “caso reliquati” di Sas Linnas Siccas: tutti assolti

OROSEI. Ieri mattina davanti al tribunale in seduta collegiale, dopo anni di udienza si è posta la parola fine al “caso reliquati” di Orosei, che vedeva coinvolte quindici persone, accusate a vario...

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OROSEI. Ieri mattina davanti al tribunale in seduta collegiale, dopo anni di udienza si è posta la parola fine al “caso reliquati” di Orosei, che vedeva coinvolte quindici persone, accusate a vario titolo di reati che vanno dall’abuso d’ufficio, al falso in atto pubblico sino alla lottizzazione abusiva (quasi tutti prescritti).

Dopo tre quarto d’ora di camera di consiglio, il presidente Giorgio Cannas ha assolto tutti. Tra gli imputati l’ex assessore Fabrizio Loddo (difeso dall’avvocato Francesco Lai) che secondo l’accusa avrebbe concepito tutta la faccenda, il tecnico comunale, l’architetto Efisio Rojch (difeso dall’avvocato Pasquale Ramazzotti) che avrebbe invece alterato le carte e l’impiegato comunale dell’ufficio contratti.

Una storia iniziata nel 2002 quando l’allora consiglio comunale approvò all’unanimità di cedere a prezzi irrisori piccoli appezzamenti di terreno pubblico nei comparti turistici di Cala Liberotto e Sas Linnas Siccas, perché considerati marginali e non edificabili.

In molti casi però quelle porzioni di terreno di poche centinaia di metri quadrati erano state acquistate come reliquati da varie persone ma poi, secondo la procura nuorese , unite, frazionate e lottizzate in maniera illegittima, con la complicità degli imputati sino a diventare lotti di diversi metri quadrati a due passi dal mare, e riconducibili a un unico proprietario: l’impresa Loddo, titolare di una ditta di costruzioni.

Terreni che, sempre secondo l’accusa, durante le varie fasi di acquisizione e di trascrizione degli atti diventavano edificabili e sui quali venivano accolti progetti per la costruzione di abitazioni nonostante la loro destinazione urbanistica originaria li registrasse come aree di verde pubblico, inedificabili e inalienabili e per giunta gravate dal vincolo degli usi civici. Il pubblico ministero ha chiesto l’assoluzione per intervenuta prescrizione mentre la difesa di Loddo, producendo una sentenza emessa nel 2008 dalla Corte dei Conti sull’inesistenza del danno erariale, ha chiesto al giudice di assolvere nel merito. (k.s.)

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