«Una strada per Nereide Rudas»
La richiesta a un anno dalla morte della psichiatra: intitolarle una via a Macomer
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MACOMER. È passato un anno dalla scomparsa di Nereide Rudas, la prima donna in Europa a dirigere una clinica psichiatrica, fondatrice e presidente della società italiana di Psichiatria forense a Milano e dell’istituto Antonio Gramsci. Lo scorso anno e ancora oggi chi ha conosciuto l’intellettuale macomerese propone, anche sui social, di intitolarle una via a Macomer. Autrice di diversi libri e di innumerevoli saggi e scritti di criminologia è stata ricordata a Cagliari durante la giornata di studi “Nereide Rudas che parlò con voce di donna”. L’intellettuale e accademica era nata a Macomer nel 1925 nella residenza di famiglia di ispirazione rinascimentale di Villa Salmon, attuale sede dell’Unione dei Comuni, allora circondata da un vasto giardino con alberi e piante esotiche dove ora, in parte, si trovano la biblioteca comunale e la chiesa di San Francesco. Il nonno Gustavo Salmon, di origini ebraiche, si trasferì da Livorno nel capoluogo del Marghine alla fine del 1800 dove intraprese diverse attività tra cui una sorta di agenzia di credito che praticava tassi di interesse inferiori a quelli delle banche, caseifici, aziende agrarie e un innovativo mulino elettrico. Salmon conobbe e si innamorò della bella Nereide Tibi, figlia dell’albergatore che lo ospitava, che sposò nel 1896 dalla quale ebbe tre figli: Oscar, Emma e Ugo, quest’ultimo fu commissario prefettizio a Macomer nel 1943. Nereide Rudas, figlia di Emma Salmon, prese il nome della nonna e a 17 anni, dopo essere rimasta a 4 anni orfana del padre, l’ingegnere Pietro Rudas, e vissuto tutta l’adolescenza con la madre e i nonni iniziò i suoi studi universitari in medicina a Cagliari, una rarità per una donna nel periodo. Dopo essersi sposata a 19 anni affrontò gli studi con un bambino piccolo e una vedovanza precoce e dopo la laurea e la cattedra in Discipline Criminologiche si dedicò alla ricerca sulle dinamiche dei fenomeni di criminalità. L’ultima sua apparizione in città in una recente edizione della Mostra del libro mentre amava trascorrere le vacanze estive fin da piccolissima e l’ultima nell’estate del 2015 a Bosa Marina nella villa di famiglia che domina la foce del Temo. Bosa pochi giorni prima della sua morte aveva deciso di conferirle la cittadinanza onoraria. (p.m.s.)
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