Da Onda Rosa alla guida di DiRe
di Stefania Vatieri
La responsabile del centro antiviolenza femminile eletta segretario nazionale di Donne in Rete
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NUORO. Traccia le linee guida della futura attività lavorativa Luisanna Porcu, nuova segretaria nazionale di Di.Re, Donne in rete contro la violenza. L'associazione che racchiude 80 centri antiviolenza di 18 regioni e che dialoga con il Governo, con l'Istat e con il Consiglio superiore della magistratura per affermare i diritti delle donne in Italia. «Sono felice e al tempo stesso onorata di ricoprire questa importante nomina, un riconoscimento che parte dal basso – ha commentato Luisanna Porcu, neo segretaria di Di.re –. L'augurio più grande è per le donne della mia terra, con l'auspicio che la nomina possa tradursi in un vantaggio per loro».
Con un'esperienza di 23 anni nel campo della violenza contro le donne, prevalentemente passati a coordinare il centro Onda Rosa di Nuoro, Luisanna Porcu ha già le idee chiare sul duro lavoro che da qui ai prossimi tre anni scandirà l'attività della neonata segreteria. «Fra i numerosi fattori che ostacolano l’uscita da situazioni di violenza domestica c’è senza dubbio la mancanza di indipendenza economica delle donne – sottolinea con fermezza la neo segretaria –. L'obiettivo primario è quindi costruire una rete di aziende in grado di offrire opportunità lavorative per l'inserimento delle donne vittime di violenza nel mondo del lavoro, magari attraverso tirocini formativi e stage». L’aiuto sul campo e la sensibilizzazione tra le nuove generazioni è un altro dei punti fondamentali del piano alla lotta contro la violenza elaborato dalla psicologa nuorese. Ascoltare, accogliere, mettersi in relazione con altre donne che subiscono violenza sono le parole d'ordine che scandiranno la metodologia basata sull'autodeterminazione femminile e sulla relazione tra donne.
«Un percorso – aggiunge Porcu – da fare insieme in un luogo di libertà. È necessario parlare ai giovani, sensibilizzare nelle scuole di ogni ordine e grado attraverso progetti mirati sulla violenza di genere». E ricorda: «Un primo passo a riguardo è stato fatto dall'assessore regionale all'Istruzione Giuseppe Dessena, che l'anno scorso ha stanziato 12mila euro per finanziare progetti sulla violenza di genere negli istituti scolastici ». A casa, a scuola, al lavoro, per strada, su internet o in un campo rifugiati. La violenza sulle donne è ancora oggi un fatto normale, ma sopratutto impunito. Ne è convinta la presidente di Onda rosa, promotrice della legge Regionale sui Centri antiviolenza che garantisce la totale gratuità, anonimato e riservatezza a tutte le donne. «La violenza è un problema culturale, un problema politico, una costruzione sociale». Un'emergenza che si riflette anche nelle carenti politiche sociali a favore delle vittime di violenza, ma che garantisce la segreteria dell'associazione al fianco delle donne: «Sarà uno degli aspetti su cui lavoreremo instancabilmente. A partire dalla gratuità delle mense scolastiche per i figli delle donne accolte nelle case rifugio». Ma il sistema ancora oggi soffre dei grandi ritardi nell’erogazione delle risorse. «Qualche giorno fa sono stati stanziati i finanziamenti relativi a precedenti annualità, questo meccanismo perverso deve interrompersi. Chiedo alle Regioni – conclude Porcu – che l'8 marzo tutti i Centri antiviolenza possano godere dei fondi stanziati senza più ritardi e continui tagli».
Con un'esperienza di 23 anni nel campo della violenza contro le donne, prevalentemente passati a coordinare il centro Onda Rosa di Nuoro, Luisanna Porcu ha già le idee chiare sul duro lavoro che da qui ai prossimi tre anni scandirà l'attività della neonata segreteria. «Fra i numerosi fattori che ostacolano l’uscita da situazioni di violenza domestica c’è senza dubbio la mancanza di indipendenza economica delle donne – sottolinea con fermezza la neo segretaria –. L'obiettivo primario è quindi costruire una rete di aziende in grado di offrire opportunità lavorative per l'inserimento delle donne vittime di violenza nel mondo del lavoro, magari attraverso tirocini formativi e stage». L’aiuto sul campo e la sensibilizzazione tra le nuove generazioni è un altro dei punti fondamentali del piano alla lotta contro la violenza elaborato dalla psicologa nuorese. Ascoltare, accogliere, mettersi in relazione con altre donne che subiscono violenza sono le parole d'ordine che scandiranno la metodologia basata sull'autodeterminazione femminile e sulla relazione tra donne.
«Un percorso – aggiunge Porcu – da fare insieme in un luogo di libertà. È necessario parlare ai giovani, sensibilizzare nelle scuole di ogni ordine e grado attraverso progetti mirati sulla violenza di genere». E ricorda: «Un primo passo a riguardo è stato fatto dall'assessore regionale all'Istruzione Giuseppe Dessena, che l'anno scorso ha stanziato 12mila euro per finanziare progetti sulla violenza di genere negli istituti scolastici ». A casa, a scuola, al lavoro, per strada, su internet o in un campo rifugiati. La violenza sulle donne è ancora oggi un fatto normale, ma sopratutto impunito. Ne è convinta la presidente di Onda rosa, promotrice della legge Regionale sui Centri antiviolenza che garantisce la totale gratuità, anonimato e riservatezza a tutte le donne. «La violenza è un problema culturale, un problema politico, una costruzione sociale». Un'emergenza che si riflette anche nelle carenti politiche sociali a favore delle vittime di violenza, ma che garantisce la segreteria dell'associazione al fianco delle donne: «Sarà uno degli aspetti su cui lavoreremo instancabilmente. A partire dalla gratuità delle mense scolastiche per i figli delle donne accolte nelle case rifugio». Ma il sistema ancora oggi soffre dei grandi ritardi nell’erogazione delle risorse. «Qualche giorno fa sono stati stanziati i finanziamenti relativi a precedenti annualità, questo meccanismo perverso deve interrompersi. Chiedo alle Regioni – conclude Porcu – che l'8 marzo tutti i Centri antiviolenza possano godere dei fondi stanziati senza più ritardi e continui tagli».
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