Cumbidanovu, comitato sulle barricate
di Nino Muggianu
Il portavoce: «I lavori della diga sono fermi. Visto che la Regione tace, ci rivolgeremo allo Stato»
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OLIENA. Diga di Cumbidanovu: tutto tace. Tranne il comitato provinciale nato per sollecitare enti e istituzioni a portare a compimento i lavori delle dighe di Orgosolo e Torpè e del ponte di Oloè. Gli attivisti non ci stano e chiedono risposte. Apre le danze Luca Atzori, uno dei portavoce del sodalizio. «Consegneremo una lettera al ministro della Difesa, Roberta Pinotti, quando verrà a Nuoro in occasione della consegna delle nuove strutture militari di Prato Sardo. Ancora una volta siamo stati presi in giro da Regione e Consorzio di bonifica della Sardegna centrale» tuona Atzori che parla di totale silenzio da Cagliari e delle tante promesse non mantenute da Nuoro. Atzori interpreta le ragioni del comitato nato a Oliena e poi estesosi ai gruppi dei centri di Nuoro, Orgosolo, Torpè, Dorgali, Orune, Bitti e Lula. Un gruppo di protesta civile che era nato con l’intento di affiancare gli amministratori nella lotta per la riapertura e poi la realizzazione del nuovo ponte di Oloè. Diversi gli incontri fatti con la partecipazione di altri gruppi. Tra le priorità della protesta è entrato, di diritto, anche lo stallo sulla ripresa dei lavori della diga di Cumbidanovu a Orgosolo. Un’opera che una volta ultimata assieme alla rete di irrigazione dovrebbe servire tutti i paesi a valle, territori che la scorsa estate, in particolar modo, hanno sofferto il lungo periodo di siccità. L’empasse su questo fronte va avanti da troppo tempo, almeno secondo i componenti del comitato. «Non ci ha più cercato nessuno e vogliamo rimarcare l’ennesima presa in giro degli organi competenti. Sulla diga Cumbidanovu – Su Tuvu, la Regione non si sta interessando per niente» incalza il rappresentante del comitato. «Tutti i paesi si sentono ulteriormente presi in giro sia dal Consorzio di bonifica che ci aveva promesso spiegazioni mai arrivate che dalla Regione che su questo argomento fa finta di nulla. Dal Consorzio di bonifica, prima delle feste di Natale, ci avevano promesso che i lavori sarebbero iniziati entro il vecchio anno, invece niente» prosegue Atzori. Con questa incompiuta il territorio intero viene penalizzato. «In tempi di siccità la diga avrebbe irrigato quasi tutto il territorio. Cosi per gli altri paesi a valle. Ma è possibile che se non a noi direttamente, qualcuno non dia delle spiegazioni di quanto sta succedendo. È mai possibile che per farci ascoltare ci dobbiamo rivolgere al Ministro quando i nostri riferimenti sono in Regione?» conclude il portavoce di una realtà pronta a dare battaglia. Anche allo Stato.
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