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Nuoro

Allarme siccità in Baronia La diga ha poca acqua

di Sergio Secci
Allarme siccità in Baronia La diga ha poca acqua

Il bacino di Maccheronis garantisce solo l’approvvigionamento idrico potabile A rischio le aziende agricole di Siniscola. «L’unica speranza è che piova»

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TORPÈ. Sei milioni e trecentomila metri cubi: questa la quantità d’acqua invasata attualmente nel lago di Maccheronis che sbarra il rio Posada. Una risorsa appena sufficiente a garantire l’approvvigionamento idrico per scopi potabili ma che lascerebbe fuori dalla distribuzione aziende e case agricole della piana che va da Siniscola a San Teodoro. Rispetto al gennaio 2017, nel bacino ci sono 14 milioni di metri cubi in meno. Questo la dice lunga sulla crisi idrica che attanaglia la Baronia con la situazione che diventerebbe davvero drammatica in assenza di precipitazioni.

A causa dell’assenza delle piogge, infatti, si è interrotto da qualche giorno anche l’apporto di torrenti e rigagnoli a monte della diga che sino alla settimana scorsa, garantivano ogni giorno circa 13/14mila metri cubi, che sarebbe poi il fabbisogno giornaliero delle utenze servite dai potabilizzatori a valle. I torrenti sono però in secca e le previsioni meteo non annunciano l’arrivo di fenomeni temporaleschi, si vive quindi con l’ansia di come dovrà essere affrontata l’imminente stagione agraria e quella turistica (subito dopo Pasqua riapriranno i villaggi della costa e i consumi si impenneranno). Il punto della situazione è stato fatto nei giorni scorsi in una riunione che si è tenuta ad Abbasanta alla presenza degli assessori regionali ai Lavori pubblici e Agricoltura.

«Si è deciso di invasare nei bacini quanta più acqua possibile lasciando perdere laminazioni e aperture di fondo – dice il presidente del Consorzio di bonifica della Sardegna Centrale Ambrogio Guiso –. Se non arriveranno le tanto sospirate piogge, sarà sicuramente un anno terribile, le possibili soluzioni sono quelle dello scavo di pozzi e in estrema ratio dei dissalatori – dice –. Posto che l’acqua della diga dovrebbe riuscire a garantire il consumo umano sino a fine estate, in assenza di piogge sarebbe invece pesante la situazione nei campi. Già nei prossimi giorni in anticipo rispetto agli scorsi anni, contatteremo tutti consorziati per censire le colture primaverili/estive e calcolare il fabbisogno d’acqua occorrente in agricoltura. Entro febbraio comunicheremo quindi se vi è la possibilità di seminare colture che richiedono un grosso dispendio idrico». L’unica speranza, è che nei prossimi mesi, nel lago, arrivino almeno altri 4/5 milioni di metri cubi d’acqua. «Con un parsimonioso utilizzo – conclude Guiso – contando su 11 milioni di metri cubi ad aprile, siamo sicuri di riuscire a garantire acqua per uso agricolo e potabile».

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