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“Storia di un uomo magro” in scena per non dimenticare
LANUSEI. È Lanusei il primo centro che ospita, stamani alle 11 al teatro “Tonio Dei”, lo spettacolo “Storia di un uomo magro” scritto dall’attore di Paulilatino Paolo Floris, allievo di Ascanio...
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LANUSEI. È Lanusei il primo centro che ospita, stamani alle 11 al teatro “Tonio Dei”, lo spettacolo “Storia di un uomo magro” scritto dall’attore di Paulilatino Paolo Floris, allievo di Ascanio Celestini, formatosi all’Accademia di arte drammatica di Roma. Lo spettacolo (verrà replicato mercoledì 31, alle 18, nella parrocchia Santa Maria Navarrese, organizza la parrocchia) viene proposto per gli studenti e per il pubblico. Il sindaco di Lanusei, Davide Burchi, spiega: «Proponendo agli studenti e alla popolazione il ricordo della Giornata della memoria in forma teatrale, raccogliamo la testimonianza e la lezione di Antonio Gramsci: davanti ai drammi del mondo, di ieri e di oggi, dobbiamo riflettere e impegnarci, evitando di restare indifferenti. E raccogliamo le considerazioni sui drammi dal nazifascismo fatte nei giorni scorsi dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella». Lo spettacolo, tratto dal libro di Giacomo Mameli “Il forno e la sirena”, racconta la vicenda di Vittorio Palmas, noto Cazzai, che si era salvato “per due chili” dalla cametra a gas nel lager di Bergen Belsen, lo stesso dove era stata rinchiusa Anna Frank come la stessa ha rievocato nel suo “Diario”. Palmas, che ha oggi 104 anni (compiuti lo scorso 16 dicembre) continua a raccontare la sua vicenda umana e politica. L’ha raccontata prima nel romanzo “La ghianda è una ciliegia” che nel 2016 aveva vinto il premio nazionale di letteratura Orsello del Comune e della Provincia di Roma. Vicende di guerra che Palmas ha discusso a lungo anche con Paolo Floris che lo ha incontrato nella casa di Perdasdefogu prima di mettere in scena lo spettacolo. Dei crimini nazisti si parlerà domani alle 17 anche a Barisardo, al centro sciale. Organizza il Comune con letture dai libri di Primo Levi, Anna Frank, Elie Wiesel, Francesco Masala e Giacomo Mameli.
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