Il caso
Marco Gigliotti: «Ma io non sono quel truffatore lì»
NUORO. Sportivo sì, ma non al punto da lasciar correre anche questa. Stavolta, infatti, Marco Gigliotti, giovane judoka nuorese pluripremiato, abituato ai confronti sul tatami, è stato costretto a...
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NUORO. Sportivo sì, ma non al punto da lasciar correre anche questa. Stavolta, infatti, Marco Gigliotti, giovane judoka nuorese pluripremiato, abituato ai confronti sul tatami, è stato costretto a presentare una querela contro ignoti. Contro chi lo ha fatto finire, suo malgrado, nel vortice di un caso nazionale quanto meno spiacevole, se non peggio. Il 29enne dell’omonima polisportiva cittadina, più volte campione di arti marziali (così come i fratelli Giovanni ed Edoardo), non è lo stesso Marco Gigliotti che aveva truffato e fatto precipitare nella disperazione più nera diverse persone in tutta Italia, in particolare in Piemonte e in Sardegna (tra le vittime c’è l’operatore socio-sanitario suicida che lavorava in ospedale a Nuoro). Il vero Marco Gigliotti, lo sportivo classe 1989, infatti, non ha nulla a che vedere con il sedicente “ispettore” della polizia postale Marco Gigliotti (con tanto di matricola completamente inventata, ER432) che raggiungeva le sue vittime al telefono per poi estorcere denaro e portarle alla rovina.
«Essendo io completamente estraneo ai fatti e non avendo nulla a che fare con le persone truffate né con il reato commesso – sottolinea a chiare lettere il judoka barbaricino –, devo tutelare la mia persona e la mia immagine».
Una situazione imbarazzante dovuta a un caso di omonima che il giovane nuorese vuole spiegare a chi in questi giorni ha messo in dubbio la sua vera identità. C’è chi lo ha fatto magari in tono scherzoso e amichevole (Marco è conosciutissimo non soltanto a Nuoro), chi in tono provocatorio. La cronaca, invece, è un’altra. «Sono Marco Gigliotti ma non sono quel Marco Gigliotti lì» ribadisce con un sorriso liberatorio dopo aver presentato querela alla stazione dei carabinieri di Nuoro. Sono stati proprio i militari dell’Arma, quelli della compagnia di Nuoro, a indagare e scoprire la rete dei truffatori.
«Essendo io completamente estraneo ai fatti e non avendo nulla a che fare con le persone truffate né con il reato commesso – sottolinea a chiare lettere il judoka barbaricino –, devo tutelare la mia persona e la mia immagine».
Una situazione imbarazzante dovuta a un caso di omonima che il giovane nuorese vuole spiegare a chi in questi giorni ha messo in dubbio la sua vera identità. C’è chi lo ha fatto magari in tono scherzoso e amichevole (Marco è conosciutissimo non soltanto a Nuoro), chi in tono provocatorio. La cronaca, invece, è un’altra. «Sono Marco Gigliotti ma non sono quel Marco Gigliotti lì» ribadisce con un sorriso liberatorio dopo aver presentato querela alla stazione dei carabinieri di Nuoro. Sono stati proprio i militari dell’Arma, quelli della compagnia di Nuoro, a indagare e scoprire la rete dei truffatori.
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