Il caso di S’ena e sa chitta agita il consiglio comunale
di Mauro Piredda
Il vicesindaco ha riferito in aula le vicende del servizio idrico a partire dal 2010 Le opposizioni hanno attaccato duramente sia il gestore unico che l’esecutivo
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SINISCOLA. Una lunga ricostruzione storica, dal 2010 fino a oggi, ha caratterizzato il dibattito consiliare di mercoledì pomeriggio sulla gestione del servizio idrico nella borgata costiera di Siniscola “S’ena e sa chitta”. La località, da settimane è al centro di infuocate polemiche per le ingenti perdite, le chiusure del contatore master e l’erogazione del servizio. Senza parlare dei costi in bolletta. È stato l’assessore dei Lavori pubblici, Marco Fadda, a relazionare sulle vicende delle borgata dopo richiesta di discussione avanzata dalle opposizioni. «Questa situazione poteva essere evitata qualche anno fa» ha dichiarato il vicesindaco dopo aver ripercorso le diverse tappe. Si parte dal 26 gennaio del 2010, quando, con il fine di completare le opere di urbanizzazione primaria, fu firmata la convenzione tra il Comune e il presidente della cooperativa che riuniva i soci proprietari degli appartamenti. Fadda cita anche il deposito della relazione e del certificato del collaudo (avvenuto il 31 luglio 2014) e la comunicazione inoltrata due giorni dopo dall’Ente locale all’Autorità d’ambito. «I problemi – ha affermato Fadda – iniziano da questo momento, perché con nota inviata il 14 novembre, prima che il Comune prendesse in carico la rete, Abbanoa dichiarava che era stato fatto un collaudo senza le prove di pressione». Nella stessa nota si parlava di «vetustà delle condotte distributrici» citando il polietilene quale «materiale di realizzazione». «Abbanoa – ha proseguito Fadda – chiariva, quindi, che mai avrebbe preso in gestione quelle opere». Fadda ha ricordato anche una successiva nota (del giugno 2015) attraverso la quale Abbanoa aveva disconosciuto «gli effetti» dell’atto di cessione al Comune delle opere di urbanizzazione primaria considerando «la Cooperativa quale titolare delle infrastrutture». Su questo passaggio è intervenuto il consigliere di Zente Nova, Antonio Satta, secondo il quale «Abbanoa non è nessuno per disconoscere un atto, tanto più se comunica soltanto due anni dopo gli esiti delle attività di verifica al collaudatore. Il Comune non subisca i diktat del gestore e se ci sono delle perdite, anziché non agire per mancanza di competenze (in risposta al sindaco Farris, ndr), proceda con delle diffide di fronte alle quali, o si adempie o si risponde per iscritto». L’opposizione ha rincarato la dose co Franca Pau di Identità e rinnovamento «Quella rete risale agli anni ‘90 e allora non c’erano le norme tecniche del 2014». «Abbanoa – ha tuonato Lucio Carta (Siniscola insieme) – contesta questa lottizzazione, ma non mi contesta le altre dove sono mancate le prove di pressione. Si penalizza così una porzione di territorio». Attualmente il piano di investimento per garantire la funzionalità della rete è stimato oltre il milione e 200mila euro. Cifra che, come ribadito da Fadda in Consiglio, «non possiamo comunque accollarci. Oggi stiamo facendo quello che si doveva fare nel 2015, anziché ignorare il problema. Stiamo interloquendo con Egas e Abbanoa per ridimensionare il piano di investimenti anche alla luce del budget di Egas da poter destinare alle borgate marine, e quindi anche per S’ena ’e sa chitta».
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